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Foibe: a Trieste le prime pietre d'inciampo per le vittime

Un dono dell'assessore regionale Fabio Scoccimarro al Comune di Trieste. Saranno dedicate a 11 poliziotti caduti e a Norma Cossetto 

Anche le vittime delle foibe avranno le loro pietre d'inciampo e le prime saranno installate a Trieste. Nessun confronto dichiarato con le vittime della Shoah, solo un riferimento biblico a San Pietro, come annunciato dall'assessore regionale all'ambiente Fabio Scoccimarro, da sempre attivo sul tema. Un 'dono' della Regione al Comune di Trieste, simbolicamente consegnato dall'assessore alla collega di partito, l'assessore comunale ai lavori pubblici Elisa Lodi. "In ricordo a tutti quelli che subirono l'invasione di Tito" è la dicitura incisa sui cubi, significativamente scolpiti in pietra carsica, undici dei quali saranno dedicati "ai poliziotti che vennero prelevati il 1 maggio del 1945 e successivamente infoibati", tra questi Vittorio Benussi, nonno dei noti campioni di vela. Le altre due (sono 13 in tutto) saranno intitolate una a Norma Cossetto, la studentessa istriana stuprata e torturata, e una dedicata a tutte le vittime delle foibe, che sarà donata al sindaco Dipiazza.

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"Permangono le tesi riduzioniste - ha spiegato Scoccimarro - e c'è chi crede che si sia trattato di una ritorsione contro i fascisti ma non è così, tra le migliaia di morti troviamo anche comunisti non titini e vittime innocenti quali Norma Cossetto. In ogni guerra ogni esercito ha combattuto con varie sfumature di ferocia, compresi gli italiani, e io non ho problemi a deporre corone per le vittime slovene dell'esercito italiano. Il mio obiettivo non è quello di dividere ma di distendere gli animi".

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L'assessore Lodi ha fatto sapere che la posa delle pietre avverrà nelle prossime settimane, esprimendo "immensa gioia per questo dono, importante per il nostro territorio, perché sia spunto di riflessione soprattutto per i giovani e per ricordare una parte di stroria ancora vittima di squallidi riduzionismi".

Intervenuto anche il consigliere regionale e segretario provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Giacomelli: "Vorrei fosse un'iniziativa inutile, come alcuni continuano a sostenere, ma non lo è. C'è ancora chi crede che il 10 febbraio sia un giorno in cui si celebra la riabilitazione del fascismo. Lo stesso presidente Mattarella ha dichiarato che il dramma delle foibe non è stata una ritorsione contro il fascismo ma 'espressione intollerabile di un odio etnico, ideologico e sociale'. Eppure ancora oggi il riduzionismo è una realtà che va combattuta".

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