Cronaca Barriera Vecchia - Città Vecchia / Via della Cattedrale, 10

Giorno della Memoria 2021: posate le prime pietre d'inciampo

La prima delle 13 pietre triestine è stata posata in via della Cattedrale e ricorda Samuele Levi, deportato ad Auschwitz nel 1944 ed assassinato a Dachau. Il sindaco di Trieste ha chiesto scusa a nome della città

Samuele Levi aveva 41 anni quando venne deportato prima ad Auschwitz ed infine assassinato nel lager di Dachau. A distanza di 77 anni, in via della Cattedrale la comunità ebraica di Trieste l'ha ricordato posando in sua memoria la prima delle 13 pietre d'inciampo che in occasione della Giornata della Memoria ricordano anche nel capoluogo giuliano la buia pagina della Shoah. Alla cerimonia tenutasi nella mattinata di oggi 26 gennaio sono intervenuti i vertici della comunità ebraica triestina, il sindaco Roberto Dipiazza ed il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

"Avevo un sogno, l'abbiamo realizzato"

"La posa della pietra è un atto simbolico - ha sottolineato il presidente della comunità Alessandro Salonicchio - ma è l'unico modo per trovare ancora oggi traccia del nome di chi venne deportato dal nazifascismo. È un ricordo indispensabile per la città ed aiuta a pensare". Il primo cittadino di Trieste ha chiesto scusa a nome della città e ha ricordato l'impegno dell'amministrazione comunale nell'abbattere le divisioni. "L'impegno a superare non vuol dire voltare pagina - così Dipiazza che ha letto alcuni passaggi del discorso ufficiale che leggerà domani 27 gennaio durante la cerimonia alla Risiera di San Sabba - ma costruire la convivenza e la pacificazione per le giovani generazioni. Anni fa avevo un sogno, quello di pacificare queste terre: con una punta d'orgoglio credo che l'abbiamo realizzato". 

"Non cadere nella Storia, rimanere nella memoria"

"Mi auguro che queste pietre possano servire come monito, non possiamo prendere sottogamba le persecuzioni e l'odio che continuano ad esserci in giro per il mondo" queste invece le parole di Fedriga che ha sottolineato la situazione che ancora oggi perdura nel territorio dello Stato d'Israele. Il rabbino del capoluogo regionale Paul Alexander Meloni ha infine concluso la cerimonia: "Queste pietre d'inciampo permettono di non cadere nella Storia ma rimanere nella memoria. Dobbiamo educare le persone a ciò che accadde". 

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