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Lunedì, 22 Aprile 2024
Da piazza unità

La prima del nuovo prefetto: "Focus su rotta balcanica, riammissioni tema delicatissimo"

Pietro Signoriello si è insediato questa mattina. Dopo l'omaggio ai caduti sul colle di San Giusto, il commissario di governo ha incontrato gli organi di informazione. Molti dossier devono essere studiati e gli scatoloni ancora aperti ma rispetto al recente passato i toni sono cambiati

TRIESTE – Deve ancora aprire gli scatoloni e i dossier ha bisogno di studiarli a fondo, ma l’insediamento del nuovo prefetto di Trieste, Pietro Signoriello, dice che Roma ha cambiato ritmo nei confronti del confine orientale. Merito dell’ossessione per l’immigrazione clandestina dell’esecutivo Meloni o dell’entrata della Croazia nell’Unione Europea (che di fatto toglie la patata bollente dei migranti a Italia e Slovenia e la consegna a Croazia e Serbia), la percezione è, rispetto al recente passato, i toni siano diversi.

Le riammissioni "tema delicatissimo"

Una prima timida conferma viene dalle parole di Signoriello. Il prefetto sa che sul fenomeno migratorio (e soprattutto sulle “questioni pendenti”, vale a dire le problematiche giudiziarie legate alle riammissioni italo-slovene) restano ancora tanti i nodi da sciogliere. Alcuni “scottano” più di altri e proprio per questo il ritornello ascoltato oggi, durante il primo incontro con gli organi di informazione locale, annuncia attenzioni sui problemi ma rimane vago sulle valutazioni finali. “Ho bisogno di confrontarmi, ma la percezione è che il tema delle riammissioni sia delicatissimo” ha fatto sapere.

Il meeting con il governo

In attesa di un meeting con focus sulla rotta balcanica al quale sono attesi esponenti del governo Meloni (non si sa ancora quando ndr), Signoriello ha affidato ad una lunga lettera il suo saluto alla città. Trieste viene definita “terra generosa, ricca di storia illustre con peculiare connotazione identitaria pur nel contesto di una consolidata tradizione di multiculturalità”. La città è “simbolo irrinunciabile per la storia d’Italia”, dove opera gente “dotata di elevato senso civico” e da dove la prefettura si impegnerà nella “lotta ad ogni forma di criminalità e di degrado. “Fare rete” è la carta vincente”.

Le regole del gioco

Nuove “regole del gioco”, così vengono indicate dal prefetto che si richiama alla cultura della legalità, della scuola e alla costruzione quotidiana del rapporto con il cittadino. Tutto parte di un impegno che il nuovo commissario di governo sa essere fondamentale per tenere, nei fatti, la barra dritta. Perché Trieste non è solo turismo, crociere a ritmo di valzer e alberi di Natale. La città è varco di traffici criminali e porto di transito di interessi illegali, dove i dipartimenti delle dipendenze sono preoccupati per l’escalation di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi e dove capita che decine di persone siano costrette a dormire in strada. “Mi chiamano anche prefetto operaio – ha concluso -, lavorerò per svolgere il mio ruolo al massimo”.

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