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Lunedì, 27 Giugno 2022
Il caso / Altura - Cattinara - Campanelle

"Salviamo la pineta di Cattinara": arriva la mozione in Consiglio Comunale

Dopo la protesta dei ragazzi di due scuole, i consiglieri di opposizione portano il caso in aula. Interviene il Comitato Spontaneo per la Pineta di Cattinara e Legambiente

Arriva in Consiglio comunale la mozione per preservare la pineta di Cattinara e sarà presentata domani, martedì 25 gennaio in Aula. Nei prossimi giorni la ditta Rizzani De Eccher potrebbe iniziare i lavori per la costruzione del nuovo ospedale infantile Burlo Garofolo, con autosilo sotterraneo. Per questo lo scorso venerdì 21 gennaio i ragazzi della Scuola Statale Secondaria di Primo grado "Sv. Ciril in Metod" con la partecipazione degli alunni della Scuola Primaria Fran Mil?inski si sono riuniti nella pineta per protestare insieme al Comitato Spontaneo per la Pineta di Cattinara. La mozione sarà presentata dai gruppi di Adesso Trieste, PD, Punto franco e M5S, e impegna il Sindaco e l’Assessore competente "ad attivarsi urgentemente nei confronti degli altri soggetti firmatari (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ASUGI, IRCCS Burlo Garofolo e ANAS SpA) al fine di procedere a una revisione dell’Accordo di Programma che preveda soluzioni alternative a quelle attualmente definite per l’area di Cattinara, garantendo la preservazione dell’area naturale della Pineta di Cattinara" e a "coinvolgere attivamente la comunità locale di Cattinara, il Comitato Spontaneo per la Pineta di Cattinara, i poli scolastici con lingua d’insegnamento italiana e slovena, le associazioni attive sul territorio e le Circoscrizioni VI e VII nella rigenerazione complessiva del borgo, inclusa l’adeguata valorizzazione dell’area cosiddetta “ex Collini”.

"ASUGI e Regione - spiega in un comunicato il Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara - non hanno ancora reso pubblico il progetto esecutivo, ma il progetto definitivo del 2014 assegna al nuovo “Burlo” un volume di 235mila metri cubi, di cui 125mila interrati o seminterrati e 110mila fuori terra. L’ospedale sorgerebbe sopra il parcheggio dipendenti e il settore occidentale della pineta, a metà tra Anatomia patologica, torre chirurgica e piastra servizi sanitari da un lato e scuole e chiesa dall’altro. Ma nascerebbe già vecchio e superato elevandosi per cinque piani in superficie, mentre i più moderni parametri ospedalieri mondiali ne prescrivono al massimo tre".

Le critiche

Secondo Paolo Radivo del Comitato, "si sacrificherebbero 519 alberi su una superficie di 6.090 metri quadri: 5.300 metri quadri della pineta e 790 del parcheggio dipendenti. Le compensazioni vegetali promesse sarebbero troppo piccole, insufficienti e perlopiù fuori dal contesto originario. Inoltre l’edificazione della “torre Covid” ora prevista da uno studio di fattibilità nel piazzale tra le due torri e il poliambulatorio impedirebbe di trasformare quell’area in un giardino compensativo di 2.200 metri quadri, come invece stabiliva il progetto definitivo".

Perplessità anche sull'autosilo, che per il Comitato spontaneo "costituirebbe un formidabile attrattore di traffico privato in un rione che ne è già saturo", oltre al fatto che il sito "non potrebbe essere più inadatto per un ospedale: periferico, in cima a una collina, a 250 metri d’altitudine", e costituirebbe "un costoso doppione, rischiando per giunta di declassarlo ad appendice dell’ospedale di Cattinara, proprio ora che la Regione sta finanziando l’ammodernamento e l’ampliamento della sede storica di via dell’Istria".

Tra le proposte, anche quella di "individuare un’area già edificata e infrastrutturata idonea dove realizzare un nuovo polo ospedaliero-universitario, oltre a quelli di Cattinara e del Maggiore: ad esempio l’ex caserma di via Rossetti, di proprietà demaniale, o i magazzini del Porto vecchio più prossimi al Molo IV, ora di proprietà comunale ma che la Regione FVG intende(va?) acquisire per trasferirvi molti dei propri uffici".

Il parere di Legambiente

Interviene anche il Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste, che mette l'accento sul problema del surriscaldamento globale: "È indispensabile che le amministrazioni smettano di ragionare con logiche di vent'anni fa", spiega il presidente Andrea Wehrenfennig, precisando che "L'agenzia dell'ONU per il clima ha misurato, a fine 2021, un ulteriore surriscaldamento pari a + 1,11 gradi, da contenere assolutamente entro i +1,50 entro il 2030. Più indicativa e pericolosa è la curva del riscaldamento degli oceani, in costante ascesa". 

"Quei 'solo' 519 alberi di Cattinara - spiega Legamnbiente - vanno salvati perché stanno assorbendo 170 tonnellate di CO2 ogni anno. Non solo. Va considerato che la produzione di ogni tonnellata del cemento che prenderà il loro posto produrrà un tonnellata di CO2. 

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