Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Piscina terapeutica: il comitato "festeggia" due anni senza e bussa alla porta della Regione

Nei giorni in cui il consiglio regionale è chiamato a discutere la manovra di assestamento, il comitato auspica "che si faccia qualcosa di concreto. Non c'è un progetto, né la voglia di riceverci". Le firme nel frattempo hanno raggiunto quota 9000

Per “festeggiare” i due anni dal crollo della piscina terapeutica hanno portato anche la torta ma al di là degli sfottò la richiesta rivolta alla Regione è quella relativa ad un “concreto investimento sulla struttura, come fatto per le terme romane a Monfalcone o per il parco del mare a Trieste”. Il comitato promotore della raccolta firme (che ha toccato quota 9000) si è riunito nel “triste anniversario” in piazza Cavana a Trieste per denunciare l’assenza di soluzioni nel breve periodo fornite dall’amministrazione Dipiazza e rinnovare il bisogno di spiegazioni sullo stato delle cose. “Il sindaco – così Federica Verin, portavoce del sodalizio che accorpa una ventina di associazioni – deve spiegarci il motivo per cui non ci riceve, che probabilmente è perché non si vuole rispondere ai bisogni rappresentati dalle migliaia di firme”.

"La dirigenza comunale ostacola i progetti"

Dal terribile crollo che ha reso inagibile la piscina (tutt’ora sotto sequestro da parte della magistratura) sono passati due anni ed il comitato lamenta “l’assenza di alcun progetto. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta”. Dall'interno del comitato sono sempre più convinti che il “caso” della terapeutica possa incidere in maniera significativa sulle prossime amministrative, in programma in autunno. Le firme iniziano ad essere tante ed il ragionamento sugli sviluppi possibili tira in ballo alcune precise domande. “La politica ha interesse ad ascoltare i bisogni dei cittadini o ha perso aderenza al tessuto locale? E ancora, possiede la politica la forza per incidere su quella dirigenza comunale che troppo spesso in questa città ostacola una particolare progettualità?”. Un “j’accuse” pesante, quello mosso dal comitato che bussa alla porta di piazza Oberdan, chiamata in questi giorni a discutere la variazione di bilancio per oltre 350 milioni di euro. “Speriamo si possa fare qualcosa di concreto”. In piazza anche il consigliere comunale di centrodestra Marco Gabrielli. 

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