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Nel 2017 a Brindisi la rapina

"Pizzo" ad un commerciante in via Settefontane, in cella pregiudicato di 33 anni

L'uomo, S.A. le sue iniziali, nelle scorse settimane si era reso responsabile della tentata estorsione ad un professionista di via Settefontane. Il 3 dicembre del 2017 era stato arrestato a Pontremoli con l'accusa di aver rapinato una oreficeria di viale Aldo Moro, a Brindisi. Anche in quel caso non aveva agito da solo

TRIESTE - I carabinieri hanno arrestato il trentatreenne di origini kosovare che nelle scorse settimane aveva chiesto il "pizzo" ad un commerciante di via Settefontane. L'uomo (S.A. le iniziali, residente in Puglia ma domiciliato nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia), è finito nel carcere del Coroneo. "Dammi i soldi, a me non puoi dire di no" queste le parole con cui lo straniero si era rivolto all'esercente che, oltre a denunciare il tutto via social, aveva pensato immediatamente di informare i carabinieri di via Hermet. I militari dell'Arma, dopo l'indagine svolta anche grazie alla visione delle immagini di videosorveglianza, sono riusciti a risalire all'uomo. L'episodio, assieme ad altri avvenuti di recente, aveva di fatto allertato l'opinione pubblica soprattutto per il tipo di reato commesso e non così presente nelle cronache cittadine. L'uomo si era presentato nell'esercizio commerciale di via Settefontane il giorno prima assieme ad un complice. 

I precedenti del trentatreenne

Lo stesso S.A., nel 2017 si era reso responsabile di una rapina avvenuta il 21 novembre presso l'oreficeria Nataly, di viale Aldo Moro a Brindisi. In quel caso il trentatreenne era stato intercettato dalla polizia a Pontremoli, in provincia di Massa Carrara. Anche in quel caso l'uomo non aveva agito da solo. Secondo quanto ricostruito allora dalla Squadra mobile di Brindisi, S.A. era entrato a volto scoperto nell'oreficeria fingendosi clienti. Dopo aver immobilizzato la commessa bloccandole i polsi con delle fascette da elettricista ed averla minacciata, avevano svuotato le vetrine. Poi la fuga in scooter. In quell'occasione il bottino era stato quantificato in almeno cinquantamila euro, ma dei gioielli neanche l'ombra. 

estorsione

"Il sospetto - così i colleghi di Brindisi Report - è che siano stati affidati a ricettatori di Brindisi e probabilmente siano già finiti a centinaia di chilometri dalla città per essere rivenduti. Forse in Toscana, in provincia di Massa Carrara" dove sono stati arrestati i due. 

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