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Il caso / Via Gvido Zanetti, 1

Francesco Alessandro Querci non farà il servizio sociale: il noto imprenditore resta ai domiciliari

L’ex professore universitario di diritto della navigazione e noto imprenditore sta scontando una lunga pena per quattro condanne, tra cui quella relativa al fallimento della Kreditna Banka

Rimane agli arresti domiciliari e rinuncia ad effettuare il servizio sociale Francesco Alessandro Querci. Personaggio molto noto a Trieste, un tempo imprenditore e popolare professore di diritto della navigazione all’Università, stava scontando ai domiciliari nella sua villa di Barcola una lunga pena, derivante da quattro condanne per diversi reati tra cui bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta e diffamazione.

Querci aveva di recente chiesto, attraverso un’istanza del figlio Gabriele, di poter effettuare il servizio sociale, con la conseguente possibilità di uscire di casa. Istanza che è stata ritirata oggi dallo stesso Gabriele, con motivazioni collegate ai rischi del Covid, vista anche l’età del padre (84 anni). Il Tribunale di Sorveglianza di Trieste, presieduto dalla dottoressa Rosa Maria Putrino, ha quindi preso atto della decisione e per il momento Querci, assistito d’ufficio dall’avvocato Matteo Di Bari, continuerà a scontare la sua pena residua, fissata fino al 2025, ai domiciliari, ai quali era stato assegnato per problemi di salute dopo solo un mese di carcere.
 
Querci è stato anche leader e portavoce dell’Associazione Porto Franco e presidente del Consiglio superiore della marina mercantile. Tra le sue condanne figura quella relativa al crac della Kreditna Banka (la banca della minoranza slovena in Italia), avvenuto negli anni '90. Dopo un processo durato 13 anni, il professore era stato condannato per bancarotta fraudolenta: gli era stato infatti imputato un diretto coinvolgimento nel fallimento della banca, che aveva accumulato debiti per 350 miliari di vecchie lire ed era stata messa in liquidazione coatta amministrativa dal Ministero del Tesoro. Secondo quanto rilevato dai giudici, il colossale ammanco si sarebbe creato in seguito alle incaute operazioni dello stesso Querci. Tra le altre condanne, una per calunnia nei confronti di due giudici e un commercialista e altre per bancarotta relativamente alla Distilleria Goriziana e alla “Navigazione Muggesana”.

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