Cronaca

La Polizia Locale avrà l'arma, Polidori: "Una scelta politica"

Passa la delibera portata in aula dal vicesindaco. "Abbiamo attuato le linee programmatiche di chi ha vinto le elezioni". L'opposizione: "Non si capisce il motivo per cui si va ad armare la Polizia Locale". La concretizzazione tra i 12 e i 18 mesi

Gli agenti della Polizia Locale di Trieste verranno dotati dell’armamento. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza la delibera portata in aula dal vicesindaco Paolo Polidori. “L’iter sarà lungo – ha affermato Polidori – perché adesso dovranno esserci la gara di fornitura, l’affidamento, la realizzazione degli armadietti dove riporre l’arma, far partire i corsi di formazione e molti altri passaggi”.

“Il percorso della delibera per armare la Polizia Locale risale ormai al 2010” ha affermato Polidori questa sera durante l’apertura del dibattito che ha portato all’approvazione della delibera. La palla ora passa agli uffici del Comune, che durante i mesi a venire dovrà lavorare sui dettagli che porteranno anche a Trieste la presenza dell’armamento nella Polizia Locale.

L’attuazione del programma del centrodestra

Secondo il vicesindaco “si tratta di dare atto alle linee programmatiche di chi ha vinto le elezioni. L’armamento alla Polizia Locale è un punto cardine di questa consigliatura e, storicamente a Trieste non si è mai giunti fino a qua”. Per Polidori “la delibera non ha nessuna matrice ideologica anche per il fatto che la stragrande maggioranza dei comuni italiani, che non sono amministrati tutti dal centrodestra, ha in dotazione l’armamento”.

Per la maggioranza l’armamento servirà a “presidiare maggiormente il territorio durante la notte. Oggi senza armamento la Polizia Locale non può essere operativa dalle due alle sei di mattina, fascia che resta scoperta nel monitoraggio sulla sicurezza”.

I compiti della Polizia Locale

La Polizia Locale negli ultimi anni ha aumentato il numero dei compiti, dal controllo del territorio a ruoli di polizia giudiziaria, effettuando degli arresti, presidi antiterrorismo e altre azioni per “garantire l’ordine pubblico” come ha affermato il vicesindaco. “La pistola è una difesa, una tutela per l’agente che va sul campo in prima persona nel mettere a rischio la propria persona e si spera mai la propria vita” ha concluso Polidori. Non si sa ancora con precisione quando la delibera troverà compimento ma si può ipotizzare la sua concretizzazione in un tempo che va tra i 12 e i 18 mesi.

L’opposizione

Secondo Paolo Menis dei Cinque Stelle “la gestione della sicurezza sul territorio si può ottenere in altri modi piuttosto che andare ad armare gli agenti della Polizia Locale”. Laura Famulari del Partito Democratico ha dichiarato che “l’organico si sta riducendo, l’età media è sopra i 50 anni e ci sarà il problema del portare l’arma a casa: è davvero necessario che gli agenti debbano avere l’arma in servizio?”.

"Davvero necessaria?"

Sabrina Morena ha affermato che “non ha senso mandare la Polizia Locale in giro con l’armamento  a meno che non si voglia fare una caccia all’uomo”. Roberto De Gioia ha invocato “la particolarità di Trieste. Se non abbiamo mai avuto una Polizia Locale con l’armamento forse è perché abbiamo sempre avuto un modo unico di gestire la sicurezza”. “Dopo tre sedute di commissione  e un consiglio – ha detto Marco Toncelli del PD - ancora non è chiaro e giustificabile un motivo vero per cui bisognerebbe armare i vigili. Vorrei chiedere al vicesindaco cosa sia cambiato in questi anni in questa città dal punto di vista della sicurezza”.  

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