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Polizia, Sap: «Nel 2030 l’ammanco di personale sarà di 40 mila unità»

Il Sindacato autonomo di Polizia diffonde alcune precisazioni su un'intervista rilasciata dal procuratore Mastelloni al quotidiano locale

«Non è solo la polizia ad avere problemi di organico», è quanto dichiara il procuratore Carlo Mastelloni in una lunga intervista al quotidiano locale, in seguito alla quale il Sindacato autonomo di Polizia invia alcune precisazioni. Il segretario provinciale Lorenzo Tamaro rende noto che le carenze di personale (da sempre denunciate dal sindacato), non si limitano alla Polizia di stato ma si estendono anche alle altre forze dell’ordine come Carabinieri e Guardia di Finanza. «Una situazione - dichiara Tamaro - determinata da quando nel 2009 è stato istituito il blocco del turn-over al 55%; anche la stessa Procura ha problemi d’organico. Un provvedimento fortemente contestato dal Sap dal momento della sua istituzione e negli anni successivi, come lo dimostrano le numerose inziative sull’argomento intraprese per indurre i governi che si sono succeduti a rimuovere il blocco per evitare che l’intero apparato di sicurezza si debilitasse, come sta accadendo».

Un rischio paventato dallo stesso capo della Polizia Prefetto Gabrielli, di cui il Sap riferisce i pronostici: «Nel 2030 (fra soli 13 anni) l’ammanco nella sola Polizia di Stato sarà di 40 mila unità. Trieste, a differenza di altre province della Regione, ha avuto negli anni scorsi (si fa per dire), uno “sprazzo di gioventù”, anche se l’età media dei nuovi agenti provenienti dai corpi militari si aggirava attorno ai 25 anni, a differenza degli arruolamenti di un tempo (quelli della leva militare obbligatoria) che si attestava attorno ai 19 anni. L’arrivo di nuovi operatori, sia ben chiaro, è stato comunque insufficiente a colmare il vuoto organico dovuto ai pensionamenti, con un turn-over ridottissimo, ai minimi termini».

«Siamo d’accordo - continua il segretario del Sap - sull’affermazione che nel caso in cui il personale possa risultare “troppo giovane e privo di esperienza” andrebbe affiancato ad “un capo-equipaggio equilibrato ed esperto e capace di affrontare in modo adeguato” interventi alcune volte resi difficili da “circostanze spesso atipiche”. La normalità è però rappresentata da un ricambio “armonioso” delle forze in campo che oggi non è possibile vista la situazione che si è venuta a creare da anni di immobilismo e che fino al 2018 porterà a non arruolare nuovi poliziotti».

Per evitare queste problematiche sarebbestato necessario «un arruolamento costante nel tempo e nei numeri - sostiene Tamaro - come accadeva in passato e come un apparato di sicurezza stabile ed efficiente richiederebbe. Il 2030 non è poi così lontano e se le cose non cambieranno rapidamente ci troveremo a dover discutere non più di “agenti e carabinieri che sono sempre gli stessi, in servizio da più di quindici anni perché manca una circolazione”, ma di un apparato che non riuscirà più a garantire nemmeno la presenza sul territorio di pattuglie, un apparato costituito né da personale troppo giovane e privo di esperienza, né da quello troppo “vecchio” e comunque non più adatto a tali mansioni».

Un'ultima precisazione viene fatta sull'uso delle telecamere:«Sono utili. Da anni il SAP chiede telecamere perfino sugli agenti, proteggendoli da false accuse. Le telecamere servono a dimostrare cosa accade ed il Sap è per la verità»

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