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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Ordine pubblico

Un poliziotto aggredito ogni tre ore, sindacato chiede pene più severe

La segreteria provinciale del Sap ha sottolineato come a Trieste siano "ormai quotidiane le risse con il coltello, violenze e reati che riempiono le pagine di cronaca, che per puro miracolo non finiscono in tragedia e che sotto il profilo giudiziario si risolvono troppo spesso con una denuncia a piede libero"

TRIESTE - In Italia c’è un’aggressione nei confronti dei poliziotti ogni tre ore, circa otto al giorno. La denuncia arriva dalla segreteria provinciale di Trieste del sindacato autonomo di polizia. Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap, ricorda diversi episodi che hanno coinvolto poliziotti in servizio: "A Milano, un marocchino pluripregiudicato e pluriespulso quasi uccide un poliziotto. Dicono che abbia problemi psichiatrici. Il giorno dopo sempre a Milano un agente per neutralizzare il folle quanto pericoloso lancio di pietre di un immigrato è costretto a sparare e ferirlo. Il poliziotto viene indagato. Qui a Trieste invece, il 4 ottobre 2019, sono stati uccisi in questura due agenti mentre il pluriomicida è stato assolto. Il caso Meran non ha insegnato nulla. Ci attaccano, ci sputano addosso, ci insultano e poi, a mettere i soldi per l’avvocato nel caso del fatidico “atto dovuto”, sono i poliziotti". Per Tamaro "è necessario intervenire per difendere la legalità: può accadere di rimanere feriti o uccisi ma non è accettabile che ciò sia considerato per “contratto”. Fatti gravi come questi ormai sono quotidiani in tutte le città, anche a Trieste".

La realtà triestina

Il segretario, relativamente al capoluogo giuliano, ricorda che "sono ormai quotidiane le risse con il coltello, violenze e reati che riempiono le pagine di cronaca, che per puro miracolo non finiscono in tragedia e che sotto il profilo giudiziario si “risolvono” troppo spesso con una denuncia a piede libero. Tra i tanti episodi, balzano alla mente l’accoltellamento al torace di un marocchino in piazza Libertà e il pugno sferrato a freddo e senza motivo da un irregolare ad una signora di 85 anni. Casi puntualmente risolti in poche ore dalla polizia che sono terminati con una semplice denuncia a piede libero, come prevede la normativa, malgrado il pericolo di morte corso delle due vittime sia stato assai elevato".

Gli organici e le dotazioni

Sap ha posto l'attenzione anche sulla questione organici: "la polizia soffre di una grave carenza d’organico, ma anche di dotazioni, ad esempio sono anni che chiediamo, senza ottenerli, giubbini tattici antitaglio. Chiediamo anche delle norme e delle leggi diverse da quelle attuali che sono garantiste nei confronti di chi delinque e molto meno nei confronti della brava gente e di chi opera per la legalità e il bene comune. Si permette e si assolve troppo facilmente chi usa violenza contro un poliziotto, che sia in ordine pubblico o in un intervento di polizia, a differenza di quello che accade in moltissime democrazie del mondo dove giustamente non si può nemmeno toccare un poliziotto".

Pene più severe per gli aggressori

Il sindacato chiede, quindi, "pene più severe per chi ci aggredisce. O si cambiano le regole di ingaggio o piangeremo ancora altri poliziotti, vista la situazione attuale e la criminalità nelle piazze di tutta Italia, comprese quelle di Trieste. Il clima d’odio e di violenza nei confronti della “divisa” è crescente ed è facilitato dal forte senso di impunità che da ormai molto tempo serpeggia nelle città. Serve un intervento di chi ha il potere decisionale, come serve una maggiore vicinanza istituzionale alle forze dell’ordine, piuttosto che a puntuali “bacchettate”, che hanno solo l’effetto di generare ulteriore malcontento fra gli operatori di polizia".

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