Rapina da 195 mila euro a Pola, la fuga e l'arresto sul confine: in manette due poliziotti e un carabiniere

Il grave episodio è avvenuto nella serata di ieri 2 dicembre. La rapina è stata eseguita ai danni di un impresario locale che aveva appena prelevato i soldi da una banca. In cella a Pola. Una storia dai molti lati oscuri

Due poliziotti in servizio a Napoli e un carabiniere di 28 anni in servizio a Caserta sono stati arrestati nella serata di ieri 2 dicembre dagli agenti della polizia di Buie in Croazia con l’accusa di aver rapinato, assieme ad altre quattro persone, un impresario croato titolare di una ditta che aveva appena prelevato da una banca 195 mila euro.  

Appena fuori dall'istituto bancario polesano, due soggetti hanno aggredito l'uomo con un pugno e gli hanno sottratto il borsone contenente l'ingente somma di denaro. Subito dopo l'avrebbero consegnato ai due poliziotti e al carabiniere a bordo di una autovettura pronta per darsi alla fuga. Fuga che si è interrotta al valico confinario di Dragogna (tra Croazia e Slovenia) dove, prima di essere arrestati, i tre hanno tentato di oltrepassarlo esibendo il tesserino di servizio. Le macchine coinvolte nella rapina sono tre. 

Secondo una prima sommaria ricostruzione e in base agli elementi in possesso di TriestePrima, le sette persone coinvolte nella rapina sono state messe dapprima in custodia cautelare in carcere tra le città di Pola, Rovigno, Parenzo e Buie, mentre ora si trovano tutti nella città dell'Arena. Contattata da TriestePrima, l'ambasciata italiana a Zagabria ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in merito ma ha confermato gli arresti. 

A causa del silenzio delle autorità croate che la redazione di TP ha tentato invano di contattare più volte durante il pomeriggio, gli interrogativi che emergono da questa vicenda sono molti. Non si conosce la nazionalità degli altri arrestati. e al netto dell’attuale carenza di informazioni, i dubbi fanno pensare ad una storia dai tratti decisamente oscuri. Cosa ci facevano in Croazia (e dopo aver oltrepassato l’Italia in piena emergenza sanitaria) tre rappresentanti delle forze dell’ordine di stanza in Campania? Avevano una sponda istriana? Cosa avrebbe spinto i tre a rendersi protagonisti del grave episodio?Le immagini della rapina sono state riprese dalle telecamere di sorveglianza dell'istituto di Pola. Sui fatti indaga la polizia di Buie.

L'aggiornamento del 4 dicembre

Secondo una diversa ricostruzione pubblicata dal quotidiano Slobodna Dalmacija e ripresa sia da Il Piccolo che da La Stampa, all'origine del grave episodio ci sarebbero motivazioni diverse. I tre rappresentanti delle forze dell'ordine si trovavano in Croazia per scortare un imprenditore italiano che, dopo lo scioglimento di una società con sede in Croazia, avrebbe dovuto ritirare un'ingente somma di denaro. Un socio di questa società avrebbe denunciato il furto (le modalità del furto non si conoscono) e l'imprenditore italiano e i tre appartenenti alle forze dell'ordine sarebbero quindi finiti nei guai. 

Tuttavia, le informazioni in merito sono molto contraddittorie. Secondo questa versione dei fatti, come riporta La Stampa, "tutto nascerebbe da una diatriba tra i soci di questa ditta che, di recente, era riuscita a ottenere il rilascio di importanti crediti, fino a poco tempo fa rimasti bloccati per motivi legali". Ulteriori chiarimenti sono attesi per oggi. Sulla posizione dei due poliziotti e del carabiniere indagano anche le autorità italiane. 

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