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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
La vicenda / Duino Aurisina - S. Croce / Borgo San Mauro

Sorpassi a rischio strage, dopo l'inseguimento mostra la divisa: indaga la Polizia

Il grave episodio è avvenuto lo scorso 1 aprile lungo la strada Costiera ma è emerso solo nei giorni scorsi. Protagonista un giovane agente sulla trentina. La denuncia presentata da due operatori sanitari che stavano rientrando dal turno di notte. "Poteva essere una strage". La questura non rilascia dichiarazioni ufficiali ma fa sapere che farà luce sull'accaduto

DUINO AURISINA - Prima il sorpasso rischiando la strage, poi l'inseguimento ad alta velocità tra le stradine di Borgo San Mauro ed infine l'esibizione della divisa "con la speranza che la stessa lo salvasse da quanto commesso fino a quel momento". Il Commissariato di Duino Aurisina (in provincia di Trieste) sta approfondendo un grave episodio avvenuto lungo la strada Costiera, verso le 7:25 del 1 aprile nel quale è coinvolto, secondo quanto verbalizzato nella denuncia depositata il giorno stesso, un rappresentante delle forze dell'ordine. La questura di Trieste, dove a breve è previsto il passaggio di consegne tra Irene Tittoni e Pietro Ostuni, è a conoscenza dei fatti e vuole fare luce sull'accaduto.  

Come sono andate le cose 

Due operatori sanitari in servizio presso il capoluogo regionale del Friuli Venezia Giulia hanno appena finito il turno notturno. Sono residenti fuori Trieste e percorrono la strada Costiera per tornare a casa. La mattina del 1 aprile le condizioni meteo non sono buone e a quell'ora del mattino, tra pendolari e mezzi del trasporto pubblico, il traffico è già intenso. La nebbia avvolge la strada e piove. All'altezza del bivio che conduce alla spiaggia di Canovella degli Zoppoli, il conducente della macchina dove viaggia la coppia di sanitari intravede, nello specchietto retrovisore, una autovettura che sopraggiunge a tutta velocità. E' nella corsia di sorpasso e nell'altro senso di marcia sta arrivando una corriera. Vistosi con il mezzo pesante davanti, il guidatore sterza a destra e stringe l'altra macchina verso il bordo della strada, a ridosso della parete di roccia. Il sanitario riesce ad evitare la collisione ma non, comprensibilmente, l'escalation di adrenalina. Suona il clacson, volano gestacci e imprecazioni.   

L'inseguimento dentro Borgo San Mauro

Subito dopo l'autovettura inizia un'altra pericolosa manovra di sorpasso. Questa volta supera una "dozzina di macchine", nonostante davanti abbia "altri veicoli" e sia "in prossimità di una curva". Dopo lo svincolo autostradale i sanitari riescono a mettersi sulle tracce dell'uomo, dopo che ha girato a Borgo San Mauro dove, quasi subito, capisce di essere seguito. "Ha cercato di distanziarmi percorrendo le stradine ad una velocità assurda, almeno a 90 chilometri orari, sfiorando per ben due volte una donna anziana" così le parole di uno dei due sanitari. Dopo la sorta di inseguimento alla Fast and Furious dentro al centro abitato la situazione sembra avviarsi verso la conclusione, non prima, però del colpo di scena finale. La macchina dei sanitari riesce a raggiungere il protagonista dei sorpassi, seduto dentro la macchina. Lì c'è "un giovane sui 30 anni" che si sarebbe aperto il giubbotto che aveva addosso "per farmi vedere la divisa della Polizia". Secondo alcune indiscrezioni tutte da confermare, negli anni di servizio il giovane avrebbe ricevuto già alcuni richiami. 

Le parole dopo i fatti

"Lasciami stare, devo andare al lavoro" questa la frase che sarebbe stata proferita dall'altra parte. "Non posso credere che un operatore delle forze dell’ordine si sia messo a fare quei sorpassi azzardati senza motivo perché stava tornando a casa, e che poi si sia fatto inseguire da un privato cittadino senza fermarsi evitando così che accadesse il peggio. Ha tentato una fuga disperata fino alla fine e come extrema ratio ha usato una divisa credendo di passarla liscia” questo, infine, il rammarico del sanitario. La questura non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma quanto prima vuole fare luce sui fatti. Il sanitario che ha presentato la denuncia ha spiegato di non aver perso fiducia nell'istituzione. "Rendo onore alle forze dell’ordine che con professionalità svolgono il loro lavoro con estrema dedizione ed impegno, persone fantastiche che conosco anche personalmente. Le mele marce però sono ovunque e vanno stroncate, altrimenti oscurano i successi, il lavoro e quanto di buono negli anni è stato fatto da chi ha sempre lavorato sul campo onestamente”. 

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