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Portaerei a Trieste: dopo 17 anni sarà aggiornato il piano di emergenza

E’ stato reso noto durante il convegno “Trieste mare sicuro: strategie e piani d’azione per la salvaguardia del nostro mare”. L'aggiornamento sarà probabilmente completato entro l’anno ed è dovuto a un cambio delle normative di riferimento. Negli ultimi anni sono approdate a Trieste due portaerei a propulsione nucleare: la Truman nel 2022 e la USS Gerald R. Ford nel 2023

TRIESTE - Sarà aggiornato nei prossimi mesi, per la prima volta dal 2007, il “Piano di emergenza esterna per la sosta di unità militari a propulsione nucleare alla fonda in prossimità del porto di Trieste”, un documento che stabilisce, compiti e responsabilità sulla sorveglianza delle navi per alcuni degli enti coinvolti (prefettura, capitaneria di porto, vigili del fuoco, Arpa e Asugi) durante la sosta di queste navi. E’ stato reso noto durante il convegno “Trieste mare sicuro: strategie e piani d’azione per la salvaguardia del nostro mare”, in cui si sono affrontati svariati temi legati alla sicurezza in ambito marino a Trieste. L'iniziativa è stata promossa da Arpa Fvg per il 25esimo anniversario dell'ente, in collaborazione con la capitaneria di porto, nella cui sede si è tenuto il convegno.

Negli ultimi anni sono approdate a Trieste due portaerei a propulsione nucleare: la Truman (nel 2022) e la USS Gerald R. Ford (nel 2023). Dalle misurazioni radiometriche effettuate in entrambe le occasioni da parte di Asugi e Arpa Fvg, è stato riferito, non è stato riscontrato alcun valore anomalo in termini di radioattività artificiale. Il piano di emergenza, tuttavia, prevede numerose azioni da intraprendere anche in assenza di incidenti e criticità, per assicurare un adeguato controllo ambientale vista la presenza di un reattore nucleare in funzione.

Questo aggiornamento dopo 17 anni, ha spiegato il capo di gabinetto della prefettura Beatrice Musolino, sarà probabilmente completato entro l’anno ed è dovuto semplicemente a un cambio delle normative di riferimento, in particolare al decreto legislativo 101 del 2020. Ogni ente che partecipa all’eventuale emergenza ha avuto il compito di rielaborare la propria parte, anche relativamente all’evoluzione della strumentazione a partire del 2007.

Come è stato precisato dal comandante della capitaneria di porto Luciano Del Prete, “durante l’intera sosta della nave lo stato italiano richiede sempre la presenza di un’unità navale pronta a prendere a rimorchio e allontanare il pericolo, se la nave dovesse avere qualche problema, già solo all’insorgere di qualche minimo segnale d’allarme”.

Presente al convegno anche l’assessore alla difesa dell’ambiente ed energia Fabio Scoccimarro, che ha affrontato il problema della sicurezza nell’ottica della crisi climatica, rispetto alla quale “è necessario avere una filosofia assolutamente non negazionista né catastrofista” e ha citato, tra le azioni messe in campo dalla regione in merito, “la costruzione della nuova costa di Trieste a Barcola finalizzata alla difesa della linea costiera e allo sviluppo turistico, un progetto la cui primaria finalità è la sicurezza minacciata dai cambiamenti climatici come la mareggiata dello scorso novembre”.

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