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Scippo a Firenze, denunciato a Trieste

Un cittadino di origine rumena è stato fermato dalla Polizia nei pressi della stazione centrale di Trieste. Aveva con sé il portafoglio di una donna. La denuncia per ricettazione.

Lo scorso sabato gli agenti della Polizia Ferroviaria di Trieste in servizio presso la Stazione Centrale, insospettiti dl comportamento di un cinquantenne straniero, che sembrava aver lasciato incustodito un bagaglio nei pressi della biglietteria, procedevano al fermo e all’identificazione del viaggiatore.

Viaggiava senza documento

Lo stesso non aveva al seguito alcun documento in grado di comprovarne le generalità. Alle rinnovate richieste di spiegazioni da parte degli agenti della Polfer e visto che l’uomo non era in grado di interloquire né in italiano né in inglese, il cinquantenne esibiva un portafoglio da donna “a libro” con, all’interno, documenti e tesserini non a lui appartenenti, bensì a una donna residente a Firenze, che aveva sporto denuncia di furto ai carabinieri del capoluogo toscano ancora alla fine del maggio scorso ove, su un autobus di linea, aveva subito uno scippo con destrezza accorgendosene solo due ore più tardi.

Ha usato il bancomat 

Nel portafogli erano custoditi, oltre a una trentina di euro, ancora tutti i documenti della donna, fatta eccezione per il libretto postale, il bancomat e la carta bancoposta, la quale era stata, nel frattempo utilizzata per prelevare indebitamente da uno sportello postamat, nella stessa giornata e a breve distanza, ben 600,00 euro, prima che la legittima proprietaria riuscisse a bloccarne la validità.

La Polizia Ferroviaria poneva subito sotto sequestro il materiale rinvenuto in attesa della restituzione alla vittima del furto.

Grazie all’intervento di una interprete si poteva appurare che l’uomo era un cittadino rumeno, cinquantacinquenne, in Italia senza fissa dimora. Interrogato dagli agenti, questi asseriva d’aver trovato il portafoglio il 29 di maggio, a Firenze, proprio il giorno prima della denuncia, in un cestino della spazzatura e di averlo “custodito” in quanto lo riteneva oggetto di valore. Al suo interno avrebbe trovato, tuttavia, soltanto 0,50 centesimi.

Presso la locale Questura veniva sottoposto anche ai rilievi dattiloscopici di rito ed infine indagato per ricettazione.

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