Cronaca

Porti, Toncelli (Pd) su piattaforma offshore Venezia: «Progetto "farsa": irrealizzabile»

«Struttura non sostenibile economicamente. Progettato per attrarre fondi europei e giustificare l'indebitamento per l'acquisto dei terreni Montesyndial »

A seguito dell'accordo per la progettazione definitiva della piattaforma offshore destinata a servire il traffico merci nel porto di Venezia, il consigliere comunale del Pd Marco Toncelli diffonde attraverso i social media alcune considerazioni «per un tentativo di lettura della questione offshore che tanto "spaventa" per il futuro del nostro porto»

Come prima riflessione, il consigliere dichiara che «l'incarico per la progettazione, annunciato in pompa magna, è finanziato dalla comunità europea e pertanto si tratta semplicemente di un'attività a fronte di un contributo che "doveva" venir impegnato per non essere perso. Ci sono società che vivono di grandi progettazioni senza per questo avere l'ambizione di venir poi realizzati». Secondariamente, Toncelli ritiene che la progettazione (non per forza sinonimo di realizzazione), serva non solo ad attrarre fondi europei ma a «giustificare, soprattutto di fronte ad un eventuale "attenzione" della corte dei conti, l'acquisto dei terreni Montesyndial (polo chimico dismesso) ove si ipotizza la realizzazione del terminale onshore, per il quale c'è stato un forte indebitamento, attraverso mutui, da parte dell'autorità portuale».

«Tutto il mondo - argomenta infine il consigliere - ad iniziare dagli stessi operatori che vi dovrebbero lavorare, ritiene una struttura del genere non sostenibile economicamente, non solo nella sua realizzazione, ma ancor più nella successiva gestione; non è possibile recuperare i capitali/finanziamenti spesi, acquisiti dal mercato finanziario e l'eventuale quota di investimento pubblico (che ad oggi, ricordiamo, non c'è stata) che potrebbe aggirarsi intorno ai 600 milioni sarebbe persa».

«In altre parole - conclude - nella misura in cui a Trieste, come a Capodistria, ed un domani a Fiume (Riva Zagabria) le grandi navi potranno sbarcare e portare i container direttamente a mercato il costo sarà sempre inferiore e quindi di gran lunga più conveniente per gli operatori marittimi e terrestri».

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