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Cronaca

I portuali tornano al lavoro ma alzano l'asticella: "Vinta la prima battaglia, il 30 ottobre la protesta a Roma"

Il comunicato del Clpt punta a portare il dissenso del varco 4 nei palazzi del potere. Previste delegazioni di altre categorie di lavoratori, tra le quali vigili del fuoco, giornalisti, sanitari e forze dell'ordine. "Solidarietà enorme da tutta Italia". La "festa" alle porte dello scalo

"Da domani torniamo al lavoro ma non ci fermiamo. Il rpimo passo sarà il 30 ottobre, quando delegazioni di portuali e di altre categorie di lavoratori saranno accolte al Senato a Roma per far valere le ragioni di chi chiede l'abolizione del Green Pass per lavorare". La protesta davanti al varco 4 messa in piedi dal Comitato dei Lavoratori Portuali di Trieste per dire no all'obbligatorietà della certificazione verde chiude il suo primo atto e alza il livello della discussione. Portare le istanze del popolo No Green Pass dal porto giuliano ai palazzi del potere, questa è la convinzione di Stefano Puzzer e compagni che anche nella giornata di oggi 16 ottobre hanno coordinato l'onda del dissenso. 

Dopo la seconda lunga giornata in cui migliaia di persone si sono accampate fuori dalle porte dello scalo e hanno continuato a manifestare per i propri diritti, Il Clpt ha aperto altri fronti. La "lotta per impedire l'applicazione del criminale e ricattatorio decreto" che ha lo scopo "di dividere i lavoratori" ha lavorato al coordinamento con altre categorie professionali (nel comunicato diramato in tarda serata si menzionano i sanitari, i vigili del fuoco, le forze dell'ordine, i giornalisti ndr) e, contemporaneamente, sposta l'attenzione denunciando le aziende che "sono state costrette, per far fronte allo sciopero, a far lavorare senza Green Pass, violando il decreto". 

Il Clpt parla di "minacce" da parte del governo di un provvedimento "che nulla ha a che fare con la sicurezza sanitaria" e di lavoratori di serie A e di serie B. "E’ quindi necessario - così nel comunicato - fare un passo in avanti assieme alle migliaia di persone e gruppi con cui siamo entrati in contatto in questi giorni. Questa prima battaglia l’abbiamo vinta, dimostrando la forza e la determinazione dei lavoratori portuali e di tutti coloro che li hanno affiancati e sostenuti nella difesa della democrazia e della libertà individuale".

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