Cronaca

L’accordo per il Porto vecchio prende forma: previsti al massimo mille residenti

E' stata oggi licenziata in VI e III commissione congiunta la proposta di delibera per la ratifica dell’adesione all’accordo di programma tra Regione, Autorità Portuale e Comune per la rigenerazione urbana e la riqualificazione urbanistica delle aree del Porto vecchio di Trieste in variante allo strumento urbanistico

Un tetto massimo di mille residenti, un corridoio verde che collegherà il centro città con il terrapieno di Barcola e una presenza di industrie ad alta tecnologia che possano fare da volano economico e occupazionale per i giovani della città. Queste alcune delle novità sul porto Vecchio emerse dall’incontro online di stamattina in cui è stata licenziata in Vi e III commissione congiunta la proposta di delibera per la ratifica dell’adesione all’accordo di programma tra Regione, Autorità Portuale e Comune per la rigenerazione urbana e la riqualificazione urbanistica delle aree del Porto vecchio di Trieste in variante allo strumento urbanistico. All’ordine del giorno anche le modalità di costituzione del Consorzio per la valorizzazione del Porto vecchio “Ursus”. Dopo una lunga discussione la delibera passa ora alla votazione in Consiglio Comunale il 26 marzo. 

“Stiamo affrontando il tema più importante di questa consiliatura. Stiamo per approvare qualcosa che cambierà molto la nostra città. È un momento storico e mi aspetto la collaborazione di tutti” ha dichiarato il Sindaco Dipiazza Si tratta di un ulteriore passo, dopo l’approvazione della delibera di indirizzo del 2019, verso la definizione del futuro della grande area, che conta 76 ettari, cinque moli, 23 grandi edifici più magazzini più piccoli.

Le linee di indirizzo prevedono la suddivisione in quattro settori: museale, tecnico – scientifico, congressuale, sistema dei moli e sistema misto.  È stato poi definito lo statuto del consorzio per la valorizzazione del Porto Vecchio denominato Ursus (Urban Sustainable System), la struttura formata da tre rappresentanti legali degli enti Comune, Regione e Autorità di sistema portuale, che eleggeranno il Cda, con la presidenza nominata dal Comune.

“Le quote nominali saranno così suddivise – ha dichiarato l’ingegner Bernetti – 160 al Comune, 70 alla Regione e 70 all’Autorità portuale. Non è escluso l’intervento di privati purché la predominanza rimanga pubblica”. Come precisato dall’assessore Luisa Polli insieme agli uffici tecnici (l’ingegner Giulio Bernetti e il dottor Roberto Prodan) l’intera area sarà improntata sulla sostenibilità, con collegamenti ciclopedonali, in continuità con zona portuale e comprensiva di una parte residenziale. In particolare, è stato specificato, in Porto vecchio potranno abitare non più di mille persone, suddivise in una decina di magazzini. L’intento dichiarato dall’amministrazione comunale è quello di impedire la desertificazione notturna, mantenendo la zona viva e sorvegliata anche dopo l’orario di chiusura delle restanti attività. 

La consigliera Morena (Open Fvg) ha avanzato alcune perplessità: “Come si coniuga la presenza di cinque parcheggi e spazi in grado di ospitare 50 pullman con il concetto di sostenibilità? E i piloni dell’ovovia in mezzo a un percorso ciclopedonale?” I tecnici hanno tuttavia spiegato che la presenza di parcheggi è stata dettata da “obblighi minimi di standard” afferenti a norme pregresse e che la presenza dell’ovovia sarebbe preferibile a quella di un tram poiché quest’ultima potrebbe casuare “interferenze” con l’Ustif. Nella delibera si prevede tuttavia di mantenere parte dei binari esistenti, principalmente per un discorso di valorizzazione storica, ma senza escludere un eventuale impiego a fini di trasporto.

Permane nell’opposizione la perplessità per i due magazzini da destinare agli uffici della Regione, ma la scelta è stata difesa dal consigliere Bruno Marini (Fi), in quanto “la mole di dipendenti regionali che affluiranno in Porto Vecchio è funzionale alla rivitalizzazione della zona, poiché queste persone consumeranno nei locali e acquisteranno nei negozi”. Sempre il consigliere Marini ha espresso dubbi (insieme ad altri consiglieri d’opposizione) sul ruolo del Comune all’interno del Consorzio: “Leggendo lo statuto- sostiene Marini - il dubbio è che il Comune rischi di non essere tutelato a sufficienza, nonostante le quote di maggioranza e la nomina del presidente del Cda. Oggi c’è un grande accordo tra le parti, ma in futuro potrebbe non esserci. La maggioranza in capo al Comune andrebbe tutelata di più. Inoltre la figura dell’Ambassador (che dovrebbe occuparsi della promozione e del marketing, ndr) andrebbe affiancata a figure con competenze specifiche”. Il Sindaco Dipiazza,a questo proposito, ha assicurato che lo statuto del consorzio potrà essere rivisto e modificato in corso d’opera in un secondo momento, successivo all’approvazione in Consiglio Comunale.  

Si è inoltre discusso della Valutazione ambientale strategica (Vas), concertata con la Regione, l’Asugi e l’Arpa, con cui sono stati concordati alcuni aspetti relativi all’Ambiente. In particolare, nel corridoio verde saranno valorizzate le specie autoctone del territorio, per conferire alla passeggiata anche un valore naturalistico. Previste inoltre direttive specifiche sull’efficientamento energetico degli edifici, sulla gestione della raccolta differenziata e sul rispetto delle colonie di chirotteri (pipistrelli) nel corso dei lavori all’interno dei vari magazzini.

Il consigliere pentastellato gianrossano Giannini è poi intervenuto su un’altra importante tematica ambientale, ossia la pericolosità microclimatica dell’area, che più volte è stata interessata da bassa pressione e allagamenti, vista la collocazione scarsamente superiore al livello del mare. L’ingegner Bernetti ha rassicurato su questo punto spiegando che gli ingressi ai magazzini sono comunque rialzati di circa un metro e che non sono previsti parcheggi interrati nei progetti esistenti.

Infine la consigliera Famulari ha manifestato contrarietà riguardo alla “mancanza di una programmazione delle attività che delinei il quadro strategico finalizzato all’attuazione dei punti di carattere urbanistico. Questo accordo di programma non comprende quadro strategico, il passaggio è stato saltato”. È stata quindi proposta un’ulteriore discussione in un’altra commissione, ma anche visti i tempi stretti, la delibera sarà portata direttamente in Consiglio. 

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