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Porto Vecchio, incontro pubblico con l'advisor: «Partecipazione attiva dei cittadini»

Alla centrale idrodinamica del porto vecchio l'annunciato pubblico incontro sul futuro dell'area con l'"advisor" Ernst & Young. Una prima presentazione in vista di una serie di riunioni e relazioni, con istituzioni, categorie, associazioni, cittadini, per un piano strategico "partecipato"

Si è tenuto sabato nella grande Sala conferenze della Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio l'annunciato pubblico incontro sul futuro dell'area, organizzato dal Comune di Trieste e dall'Autorità Portuale, alla presenza dei rappresentanti di Ernst & Young, la prestigiosa società internazionale risultata vincitrice della gara indetta dall'Amministrazione municipale per l'aggiudicazione dell'incarico di “Advisor” per la redazione delle “linee guida” per il Piano strategico per il riuso dell'antico scalo. 

Con il titolo "Porto Vecchio: il futuro di Trieste riparte dal mare - Il più grande spazio sul mare di rigenerazione urbana in Europa”, l'appuntamento, cui è intervenuto un folto pubblico di cittadini e di rappresentanti politici e istituzionali, ha visto come relatori il Sindaco Roberto Cosolini, il Segretario Generale dell'Autorità Portuale Mario Sommariva e Fulvio Lino Di Blasio direttore di Ernst & Young Italia, i quali hanno posto in rilievo il significato e gli auspicabili sviluppi dell'iniziativa di recupero e rivitalizzazione della grande area che inizierà adesso a entrare nel vivo del suo percorso; nonché, in questo contesto, il ruolo specifico dell’Advisor, Ernst & Young per l'appunto, per il quale la mattinata ha rappresentato il primo diretto contatto con quella cittadinanza, e con i suoi rappresentanti a tutti i livelli, cui si intende attribuire – come ha sottolineato il Sindaco - un importante ruolo di partecipazione attiva e “trasferimento” di idee, esperienze, suggerimenti, per la miglior riuscita complessiva di questo epocale progetto.

E lo stesso Sindaco Cosolini, aprendo gli interventi, e definendo il Porto Vecchio come il «simbolo delle risorse nascoste e accantonate di Trieste», ha affermato che le migliori e più soddisfacenti esperienze nella vita di una città si hanno«quando si sa cogliere il momento giusto per tirar fuori le migliori risorse disponibili e le si sa impiegare nel modo giusto». «Ora, per Trieste, questo momento è finalmente arrivato», ha aggiunto, rimarcando poi come, a partire da quell'emendamento del senatore Russo che poco più di un anno fa sbloccò e aprì questo nuovo capitolo e fino al giorno d'oggi, i protagonisti di questo cammino - in primis il Comune, l'Autorità Portuale, il Commissariato del Governo e la Regione, n.d.r. - abbiano saputo imprimere all'iter della sdemanializzazione e della restituzione dell'area alla città un'eccezionale rapidità, normalmente del tutto inconsueta per le pubbliche amministrazioni.

«Anche per questo – ha aggiunto Cosolini - vi è una grande attesa e una forte attenzione da parte dell'intera città, in tutte le sue articolazioni, per gli sviluppi del progetto. Ed è per questo – ha detto il Sindaco, introducendo alla metodologia di approccio al problema che anche Ernst & Young sarà chiamata ad adottare – che l'“Advisor” che abbiamo scelto non svolgerà un lavoro 'separato' dalla città, ma, oltre che con le istituzioni, dovrà dialogare con le categorie economiche cittadine, con gli ordini professionali, con le associazioni, con tutti i cittadini disponibili a portare il proprio contributo di idee».

«E ciò anche in quanto solo costituendo un grande capitale di attenzione e concentrando, anche tramite la partecipazione e il dibattito collettivo, un forte e vasto interesse sul nostro grande progetto, e quindi, di conseguenza attraendo una grande massa di investimenti, l'operazione potrà avere successo».

«Inoltre – ha spiegato ancora Cosolini – sarà necessario, e anche l'"Advisor" ne dovrà tenere conto nella sua proposta di "linee guida", costituire nell'area un equilibrato "mix" di investimenti privati e interventi pubblici poichè le più interessanti esperienze in questo settore dimostrano che questa è la strada giusta per riuscire, mentre gli eccessi in un senso o nell'altro non aiutano a raggiungere l'obiettivo. Dovranno perciò poter convivere nel nostro progetto insediamenti e strutture private con spazi pubblici per il tempo libero e luoghi di incontro, attività economiche e commerciali con centri di formazione e ricerca, e, naturalmente, con istituzioni culturali di rilevante notorietà e frequentazione come il nuovo grande Museo della Marineria che intendiamo debba diventare uno tra i più importanti d'Europa».

È toccato quindi al più atteso ospite della giornata, il direttore di Ernst & Young ItaliaFulvio Lino Di Blasio, svolgere una prima illustrazione di massima di quali dovranno essere ora i compiti dell'"Advisor" che «non è chiamato – ha precisato – a fare direttamente delle scelte, bensì a studiare e valutare tutti gli elementi dello 'scenario' in modo da poter offrire al committente, in questo caso all'Amministrazione Comunale, tutti i dati utili per compiere le scelte più adatte».

In tal senso Di Blasio ha presentato la "EY" come un Gruppo dotato delle più alte professionalità e competenze di natura tecnico-economica, nel "real estate" (grandi operazioni di mercato immobiliare), nella pianificazione strategica e urbanistica, ma anche nell'interazione con le istituzioni internazionali e le pubbliche amministrazioni, come pure nelle iniziative di 'dialogo sociale' per rapportarsi alle diverse componenti di una città e ai suoi cittadini.

A titolo di esempio Di Blasio ha illustrato, con la proiezione di apposite schede, le operazioni di trasformazione e recupero di grandi aree, compiute o ancora in fase di sviluppo, curate da Ernst & Young, come quelle per la costituzione del grande Distretto di Marsiglia-Euromed ("Euromediterranee", ovvero la 'rivisitazione' e sviluppo di un'enorme area di 480 ettari nel cuore della città, tra il porto commerciale, il porto vecchio e la stazione dei TGV), o per il Piano strategico per lo sviluppo di Alessandria d'Egitto fino al 2032 con particolare riferimento all'area portuale, o il Piano per rendere più ecologica e sostenibile la città di Wuhan (la più popolosa della Cina centrale, con oltre 9 milioni di abitanti), o il Piano per il "riposizionamento strategico-economico" di Lione, terza città e seconda area metropolitana di Francia.

Per il rilevante spazio del Porto Vecchio di Trieste, che potrà costituire un'importante occasione per la città tutta per ripensare e rilanciare anche un più ampio "piano strategico", con una nuova riflessione generale sull'intero spazio urbano triestino, Ernst & Young Italia – ha spiegato Di Blasio – ha coinvolto anche i colleghi di EY Francia che hanno gestito alcune tra le più rilevanti analoghe progettazioni in tutto il mondo.

Ora, per l'avvio operativo di questa importante iniziativa, uno staff tecnico di EY – ha annunciato infine Di Blasioarriverà fra pochi giorni a Trieste per iniziare il lavoro, a partire dai primi confronti con il committente (il Comune) e con gli altri soggetti coinvolti, e per le prime 'messe a punto' del programma d'azione.

Dal canto suo il Segretario Generale dell'Autorità Portuale Mario Sommariva ha definito la sdemanializzazione come “un momento importante ed emozionante” e l'intera “impresa” come «una fase straordinaria per l'intera città e per il Porto stesso». E in merito ai rapporti intercorsi fra le Istituzioni per giungere a questo obiettivo ha evidenziato il «principio di collaborazione interpretato al massimo livello, ben oltre l'ordinarietà dei corretti rapporti fra Enti, con un'autentica sinergia».

Ha quindi manifestato l'appoggio dell'Autorità Portuale allo spostamento del Punto Franco in altri siti in quanto ciò consentirà, nel quadro di un'idea nuova di porto, più attenta alla logistica, e ciò anche in linea con la riforma Delrio della portualità italiana, una serie di proficue  sinergie e collegamenti con ambiti appunto di operatività logistica da mettere utilmente “in rete”.

Sommariva ha infine espresso l'interesse a partecipare assieme a Ernst & Young e al Comune al prossimo lavoro di stesura delle “linee guida” per il Piano strategico del Porto Vecchio, ricordando che comunque la sua parte costiera resterà demaniale e si dovranno dunque armonizzare le diverse funzioni, in una comune visione.

Il recupero del Porto Vecchio – ha concluso – è infatti una grande sfida di livello internazionale che si potrà vincere con la collaborazione fra tutte le istituzioni e il consenso della  città, con il coinvolgimento delle sue categorie produttive e dei suoi operatori a cominciare da quelli portuali.

Conclusione del Sindaco che ha ribadito che EY si relazionerà con la città e con le sue diverse articolazioni, anche attraverso singoli tavoli tematici.

Cosolini ha lasciato infine la "parola finale" a due "testimoni" di rilievo della volontà di  riuso del Porto Vecchio: Federico Pacorini, che ha rievocato i lunghi anni trascorsi dai primi tentativi e progetti di"apertura" del sito, tutti fin qui affossati, e quindi Mitja Gialuz che ha sottolineato il rapporto diretto e immediato, e anche psicologicamente molto profondo, di Trieste e dei triestini con il mare, diversamente dalla maggior parte delle altre città; per cui, «per ogni ipotesi di sviluppo – ha detto – bisogna ripartire dal principale elemento che unifica la città, il mare!». Invitando «tutti a lavorare in questo senso, con ambizione e spirito di squadra».

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