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Il caso / Isontino

Postino scomparso a Sagrado, accertamenti tecnici sui cellulari degli indagati

Il caso di Vito Mezzalira, ex postino in servizio a Trieste scomparso dalla sua casa di Sagrado nel 2019: dopo l’apertura del fascicolo per omicidio, sono stati disposti accertamenti tecnici sui cellulari dei due indagati, la compagna di Mezzalira e un suo parente stretto

TRIESTE - Continuano le indagini sul caso di Vito Mezzalira, ex postino in servizio a Trieste scomparso dalla sua casa di Sagrado nel 2019: dopo l’apertura del fascicolo per omicidio, sono stati disposti accertamenti tecnici sui cellulari dei due indagati, la compagna di Mezzalira e un suo parente stretto. Inizialmente gli inquirenti indagavano per occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato, poi i carabinieri hanno effettuato due sopralluoghi nella casa dell’uomo scomparso, uno a gennaio e uno in maggio e poi, probabilmente a causa di nuovi elementi raccolti, la riformulazione dell’accusa in omicidio.

Ritirato il riesame

Intanto nella giornata di ieri, 6 giugno, il tribunale del riesame di Gorizia si è riunito su richiesta della difesa (gli avvocati Giovanni Di Lullo e Alberto Polacco, che assistono la compagna di mezzalira, e Antonio Cattarini, che difende il parente) ma i legali hanno deciso di ritirare la richiesta. “Nell’interesse dell’assistita è stata proposta la richiesta di riesame senza finalità di veder annullare il sequestro” spiega l’avvocato Di Lullo, “a scopo informativo abbiamo voluto accedere agli atti che fondano il decreto di sequestro e che altrimenti ci sarebbero rimasti preclusi”, “la ragione per cui abbiamo rinunciato al riesame è dovuta al fatto che l’assistita ha a cuore le sorti della ricerca e ogni traccia, ogni documento, anche informatico, potrà essere utile a far luce nella ricostruzione della vicenda. Contribuiremo allo svolgimento delle operazioni irripetibili con la nomina di esperti informatici di massimo livello”.

Il pregresso

In un primo momento gli inquirenti erano insospettiti dal fatto che la donna ritirasse la pensione del compagno, circostanza che aveva portato a ipotizzare la truffa ai danni dello Stato. Di recente è stata anche contattata anche la polizia slovena per delle verifiche su un cadavere non identificato e rinvenuto in una grotta, la Golokratna jama di Orlek, sempre nel maggio scorso, ma è stato poi appurato che si trattava di un cittadino austriaco di 49 anni. Si attende ora il prosieguo delle indagini alla luce dei nuovi elementi raccolti durante l’ultimo sopralluogo e che avrebbero portato gli investigatori a ipotizzare l’omicidio. Vito Mezzalira era in pensione dal 2014 e aveva lavorato a Trieste, prima per l’ufficio postale di Via Brigata Casale e poi come responsabile della consegna di lettere e pacchi sulla linea Trieste - Monfalcone - Grado.

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