Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Scuola, genitori in piazza contro la Dad: "È emergenza sociale"

Questa mattina la manifestazione convocata in piazza Unità dal comitato Priorità alla Scuola. Una mamma: "I giovani non hanno più fiducia in loro stessi"

Non si placa l'ira di insegnanti e genitori che anche sabato 6 marzo hanno dato vita ad un presidio in piazza Unità sotto la sede della Regione per chiedere ancora un volta che le scuole vengano riaperte. La manifestazione, organizzata da Priorità alla scuola, ha visto la partecipazione di un centinaio di manifestanti. "Chiediamo che la scuola sia l'ultima a chiudere e la prima ad aprire - ha dichiarato Cristina Gregoris, mamma e referente del comitato a Trieste -. Le scuole sono luoghi sicuri e non veicolo di contagio, lo dice anche il Cts. I nostri ragazzi devono tornare in classe, perché la scuola è legata all'economia e trascurarla significa trascurare la società".  "È una vera e propria emergenza sociale. I numeri dell'abbandono scolastico lo confermano" ha dichiarato invece Cristiana, mamma di due figli. "I giovani non hanno più fiducia in loro stessi".

Il mondo della politica a fianco di genitori e insegnanti

Per la senatrice Rojc (Pd), in piazza a fianco di genitori e studenti, è necessario "sostenere la scuola, fondamento della società". "Credo che i bambini e i ragazzi - ha dichiarato la senatrice - stiano perdendo momenti importanti che non torneranno più. Dobbiamo preoccuparci del loro futuro. La scuola è formazione e deve restare aperta con tutte le precauzioni del caso".

Presente anche il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo che ha espresso grande soddisfazione per la numerosa partecipazione dei manifestanti: "Non siamo qui contro qualcuno, ma per ricordare alla politica le priorità del Paese". Russo ha quindi riportato l'esempio dell'Inghilterra che ha scelto di dare priorità alle scuole: "Johnson ha fatto un investimento per il futuro. E' sbagliato dare la responsabilità dei contagi alle scuole. Bisogna invece fare tutto il possibile affinchè restino il posto sicuro che sono, soprattutto grazie all'impegno di insegnanti e operatori scolastici". "L'impatto psicologico da inizio pandemia è stato devastante: ansia, depressione ma anche gesti estremi. Lo dico da padre di quattro figli: quando vanno a scuola, il clima è diverso".

ManifestazioneScuola_06-03-21__Giovanni Aiello-2

"Non è corretto che debbano sempre pagare i concittadini più piccoli - ha dichiarato Antonella Grim di Italia Viva -. Chiediamo tracciamenti e controlli e che non si faccia sempre la scelta più comoda. La Dad reiterata per così tanto tempo darà vita a conseguenze gravi". Per l'università ha invece parlato Emanuele Cristelli: "Anche per gli universitari la Dad non è uno strumento che può essere utilizzato ancora a lungo. Ma ciò che ha creato più malcontento è stata la decisione della Regione che ha optato per misure più restrittive rispetto a quelle nazionali senza alcuna prospettiva di ristori economici. Inoltre l'Università di Trieste ha adottato misure importanti come la sanificazione e la vaccinazione massa del personale. Spero ci sia una voce chiara dalla Regione che intervenga su questi punti: gli studenti non sono solo consumatori, ma cittadini a pieno titolo".

Tiziana Cimolino per il Gruppo dei Verdi ha infine dichiarato: "Anche noi sosteniamo la protesta di genitori e insegnanti affinché le scuole possano restare aperte. Ricordo che il Rettore ha evidenziato che i contagi all'università sono pari a zero o minimali, per cui anche nelle scuole, un luogo controllato e protetto, i nostri ragazzi sono più sicuri che nelle strade".

Presidio Priorità alla scuola 6 marzo - Foto di Giovanni Aiello

Continua la protesta degli studenti in Regione: tensione con Fontana

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