menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Triestini all'estero: debutta a Londra il primo album del sassofonista Gabriele Pribetti

Si chiama Gabriele Pribetti, ha 29 anni e vive a Londra dal 2012. I primi due singoli del suo primo album "Reeded Edges vol.1" hanno collezionato 60mila streams in poco più di un mese

Il giovane sassofonista, compositore e produttore triestino Gabriele Pribetti debutta a Londra con il suo primo album "Reeded Edges vol.1". Nato a Trieste nel 1991 ha frequentato il conservatorio Tartini per poi abbandonare gli studi e trasferirsi a soli 21 anni nel capoluogo britannico. In questa variegata e fertile scena jazzistica, Gabriele ha modo di crescere artisticamente in un ambiente ricco di stimoli e occasioni, arrivando poi a instaurare preziose collaborazioni tra cui Stormzy, Wizkid, Tiana Major9, Jordan Rakei, Daymè Arocena e Zion Train.

L'album è stato preceduto da due singoli, che sono già stati trasmessi da JazzFM-UK (la principale radio di jazz in UK), che li ha definiti molto innovativi. I singoli sono entrati nella prestigiosa playlist di spotify "state of jazz" contando oltre 60mila streams in pochi giorni.

Il titolo dell'album si riferisce alla linea zigrinata tra le due facce di una moneta, che in questo caso rappresentano la musica tonale da un lato, e quella atonale dall'altro. La sfida, per Pribetti, è quella di procedere come un equilibrista su questa linea, senza mai del tutto ricadere da una parte o dall'altra, proponendo un sound e una ritmica non catalogabili, sfuggenti e a tratti spiazzanti, senza mai scadere nella banalità di un codice preordinato. Per l'ascoltatore, un saliscendi di emozioni contrastanti e sonorità in apparente contraddizione, che ad un attento ascolto si ricompongono in un'inconsueta armonia.

Qual è l'elemento che rende la tua musica innovativa?

"Quello che cerco nella musica è la sorpresa, l'inaspettato, quindi ho cercato di lavorare con quanti piú estremi possibili, per creare dinamicità. In particolare ho giocato tra tonalità e atonalità: due mondi che ritengo avere lo stesso valore ma la grandissima parte della musica a cui siamo sottoposti è completamente tonale. Nella pittura e nella scultura l'arte concettuale ha ormai preso il sopravvento, e in questo senso sento che la musica è rimasta un po'indietro. Altri estremi con cui ho voluto lavorare sono i suoni acustici e quelli elettrici, ritmi incalzanti opposti a totale assenza di tempo, linee melodiche e linee ritmiche".

Cosa ti ha spinto ad abbandonare il percorso accademico per cambiare città da giovanissimo e imparare sul campo?

"Il percorso accademico non funziona per tutti. Quando un esame non è andato come spero io posso decidere di ridarlo mentre durante un concerto non c'è una seconda possibilità, il livello dev'essere da subito quello richiesto, altrimenti perdo la possibilità di suonare con quella band e altre che in quel momento sono in ascolto. Ho bisogno di quel tipo di adrenalina per progredire artisticamente. Oltre a questo, purtroppo in Italia mancano le occasioni che Londra offre". 

Qual è il tuo rapporto con Trieste e la sua variegata comunità di musicisti?

"Trieste è stato un ottimo ambiente ini cui crescere, ho tante persone da rigraziare, dai 'Gimma Spliffa' ai 'Makako Jump', fino a Stefano Vertovese con i 'Burnite' e molti altri. Una bellissima comunità da cui ho sempre ricevuto appoggio e tuttora quando torno suoniamo insieme. Non importa quanto cresci nel tuo percorso musicale: suonare insieme alle prime persone con cui hai creato una band è un'emozione quasi impossibile da ricreare in futuro, quando la musica diventa un lavoro"

Cosa ti ha spinto a scrivere un concept album di questi tempi, in cui l'industria discografica ragiona per tracce da non più di tre minuti?

"Sono stato ispirato dall'album "Reanimation" dei Linkin Park, un concept album in cui le tracce sono tutte connesse e l'ultima si riconnette alla prima. Ovviamente non sono stati i primi ad avere questa idea ma è il primo concept album che ho ascoltato da bambino, e già all'epoca ho immaginato il mio primo album con lo stesso schema. Ascolto anche molta musica sinfonica, che non è suddivisa in tracce ma in movimenti e si sviluppa come un continuum. Ho sempre ammirato questi musicisti, che potevano comporre anche diverse ore di musica, con motivi che si ripetono all'interno".

Che storia racconta questo album e come ti è venuta in mente? 

"Quando scrivo musica mi ispiro a quello che sta succedendo nella mia vita in quel momento e il brano che scrivo esprime emozionalmente una sezione temporale della mia vita. Il racconto che si trova nella seconda canzone è stato scritto da mio fratello, Stefano Pribetti, a cui ho chiesto di ispirarsi ai titoli dei pezzi per creare una storia in grado di dare forza e ispirare l'ascoltatore a creare, innovare credere in se stesso e nel potere dell'uomo di agire positivamente nei confronti dei suoi simili".

Social media

Instagram CLICCA QUI

Facebook CLICCA QUI

YouTube CLICCA QUI

Twitter CLICCA QUI

Bandcamp CLICCA QUI

Spotify CLICCA QUI

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

La ricetta della torta mimosa per festeggiare le donne

social

Cucina tipica: la ricetta della minestra de bisi spacai

social

Cucina di mare: la ricetta delle canocie in busara

social

Festa della Donna: le idee regalo per sorprendere chi ami

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Covid in Fvg: 661 nuovi casi, scende il tasso di positività

  • Cronaca

    Scuola, genitori in piazza contro la Dad: "È emergenza sociale"

  • Cronaca

    Da lunedì tutto il Friuli Venezia Giulia torna in zona arancione

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TriestePrima è in caricamento