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Primo giorno di scuola

Si torna a scuola: niente mascherine, foto di classe vietate e meno studenti (FOTO)

Calo demografico, meno restrizioni anti covid e il divieto, nelle scuole comunali, di scattare, pubblicare o inviare foto che siano collegate alle attività scolastiche

Niente mascherine, vietate le foto di classe nelle scuole comunali a Trieste e meno studenti rispetto all’anno scorso. Queste le principali novità di questo primo giorno di scuola, che vede sui banchi del Fvg 2481 studenti in meno rispetto al 2021, per un totale di 136.251 gli studenti in aula. Un rientro insolito e con meno restrizioni anti Covid: niente mascherine, (salvo per i più fragili), i banchi non saranno più distanziati e riprenderanno anche i viaggi studio. Se un alunno dovesse risultare positivo sono previste le regole valide per tutti: isolamento a casa e ritorno a scuola solo dopo un tampone negativo, anche rapido. Se in classe c'è un positivo non si ricorrerà più alla Dad, ma i compagni dovranno indossare la mascherina ffp2. Le classi, visto il minor afflusso di studenti, sono diminuite di 54 unità, con una media di 18 studenti per ciascuna.

Relativamente a Trieste, il consigliere Giovanni Barbo segnala lamentele da parte dei genitori per il divieto, in seguito a una circolare emanata dal Comune, di scattare le foto di classe, ma anche immagini legate alle attività scolastiche. Vietata, quindi, la diffusione anche tramite gruppi whatsapp, messaggi e social. "È davvero un'assurdità – spiega Barbo - che si tolga agli alunni e alle famiglie un ricordo prezioso come la foto di classe, che da quando esiste ha scandito gli anni e le generazioni, e quelle che documentano le attività svolte a scuola. Cancellare la memoria 'istituzionale' degli anni più belli della nostra vita è forse più grave del danno che si vuole prevenire”. Il consigliere ha presentato all’assessore Matteoni una domanda di attualità, chiedendo "se l'amministrazione si è confrontata con i comportamenti in materia in altri Comuni regionali e italiani". Per Barbo "è certo importante il diritto alla privacy, che può essere esercitato come avveniva fino a qualche mese fa firmando o meno una liberatoria, ma qui siamo all'estremo opposto, alla stretta sui ricordi di scuola".

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