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Le polemiche

Corteo Primo maggio, via libera della questura a Usb, caso chiuso

La comunicazione è stata inviata dalla questura a Sasha Colautti, rappresentante dell'Unione Sindacale di Base che nella serata di ieri era stato convocato dalla Digos giuliana. "Prevale il buon senso, vince la pluralità". Il tema della vicinanza ad alcune realtà come Burjana e la frattura sindacale tra Usb e la Triplice. Il corteo resterà staccato di alcune decine di metri, con altoparlanti propri. La conclusione non sarà in piazza Unità ma nell'area dell'ex Tripcovich

TRIESTE - Nello stesso serpentone, staccati di diverse decine di metri, con la rassicurazione che il primo maggio non si trasformi in una guerra tra altoparlanti e una conclusione del corteo non in piazza Unità, bensì in piazza Libertà nell'area dell'ex Tripcovich. Il caso del primo maggio organizzato dall'Unione Sindacale di Base si è risolto "nel buon senso", ma la spaccatura tra la Triplice e l'Usb appare sempre più profonda. Gli ultimi screzi, oltre a fatti del recente passato (leggasi Wartsila, ma non solo), sono quelli avvenuti durante la Festa della Liberazione. Lo stesso rappresentante dell'Usb aveva partecipato, assieme al collettivo Burjana, al corteo non autorizzato in occasione del 25 aprile. Le altre sigle, invece, erano rimaste all'interno della Risiera di San Sabba. Sasha Colautti, che nella mattinata di oggi ha incassato da parte della questura la possibilità di esser parte del corteo per la Festa del Lavoro con il proprio altoparlante, nella serata di ieri era stato convocato dalla Digos, per "un incontro cordiale", così l'ha definito lui stesso, dopo "che la mattina sono venuti a casa mia".  

Ecco il percorso, tutte le modifiche alla viabilità

La convocazione

Colautti è uscito dopo poco più di un'ora, con personale della Digos rimasto a qualche metro dal capanello creatosi durante la conferenza stampa convocata proprio da Colautti. "Ci hanno fatto presente che al corteo della Cgil sono autorizzati mezzi con dispositivi audio solo di Cgil Cisl e Uil. Il nostro è un corteo diverso, anche di distanza fisica. Abbiamo ribadito che storicamente il corteo di Trieste possiede piazze di destinazione diverse. Lo spezzone sociale deve poter affermare le sue parole d'ordine e concludersi in piazza Libertà. Per noi non c'è alcuna difficoltà nel rappresentare una distanza fisica e soprattutto una distanza di tipo politico. Le altre sigle sindacali, con il loro agire quotidiano, stanno svuotando il primo maggio del suo significato. Noi vogliamo un primo maggio diverso e veramente dalla parte dei lavoratori". 

Il tema della contrapposizione

Il tema centrale, però, sembra essere un altro. La vicinanza dell'Usb ad altri collettivi che, in occasione del primo maggio di un anno fa, si erano resi protagonisti di scontri con la polizia e che, in parte, sono stati coinvolti negli attimi di tensione verificatisi fuori dall'ex lager nazista una settimana fa. Secondo Colautti il tema invece è quello della pluralità, anche se il 25 aprile ha rappresentato un punto di svolta non indifferente. "Abbiamo ribadito la contrarietà sulle modalità di intervento delle forze dell'ordine durante il 25 aprile - ha affermato Colautti, a precisa domanda se avesse avuto la sensazione che il problema fosse la sua partecipazione al corteo "antagonista". - Oggi respiriamo per davvero il degrado sociale e la caduta dei diritti e dei salari. Per questo motivo, anche le forze dell'ordine devono rendersi conto che il contesto sociale è cambiato e che anche con comportamenti sbagliati da parte loro si rischia di creare una polveriera e degli scontri inutili". Sulla comunicazione odierna da parte della Digos, Colautti l'ha indicata come "un fatto importante, garantisce la pluralità che deve contraddistinguere questa giornata. Dobbiamo riprenderci le piazze, come in Francia, stare nei luoghi del conflitto e chiedere aumenti salariali, delle pensioni più dignitose e più tutele sociali". 

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