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Domenica, 16 Giugno 2024
Prosegue la cessione di quote / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazza Unità d'Italia

Privatizzazione di Poste Italiane, per i sindacati "a rischio l'occupazione dei dipendenti in Fvg"

Le segreterie regionali del Friuli Venezia Giulia di Slp Cisl, Slc Cgil, UilPoste e Failp Cisal, di concerto con le rispettive segreterie nazionali, hanno organizzato un presidio davanti alla prefettura per il prossimo 24 maggio alle 10

TRIESTE - Un presidio davanti alla sede della prefettura di Trieste per manifestare la netta contrarietà rispetto all’ipotesi di cessione di ulteriori quote di Poste Italiane. Ad organizzarlo il prossimo 24 maggio alle 10 le segreterie regionali del Friuli Venezia Giulia di Slp Cisl, Slc Cgil, UilPoste e Failp Cisal, di concerto con le rispettive segreterie nazionali. "Siamo convinti - così la nota diramata - che la decisione del governo di privatizzare la più grande azienda di servizi del Paese, oltre che rappresentare una operazione strategicamente ed economicamente poco illuminata, rinunciando definitivamente ad un asset strategico e alle importanti cedole che Poste Italiane ogni anno riconosce allo Stato in quanto proprietario, compromette la funzione sociale caratteristica di Poste Italiane e, soprattutto, la tenuta occupazionale del più grande datore di Lavoro del nostro Paese". Per i sindacati "il passaggio del controllo dell’azienda dalla proprietà pubblica a quella privata mette fortemente a rischio anche l’occupazione dei circa 2300 dipendenti del Friuli Venezia Giulia con pesanti ricadute sociali e impatti rilevanti sul piano dell’economia regionale così come accaduto in tutte le fallimentari esperienze di privatizzazione avviate dai diversi governi a partire dal 1992". Già dalla scorsa settimana, come evidenziato dalle sigle, "è iniziata una campagna di sit in davanti a tutte le Prefetture dei capoluoghi di regione che rappresenta solo l’inizio di un crescendo di iniziative che non si fermerà fino a quando non otterremo dal governo la rassicurazione sul mantenimento dell’effettivo controllo pubblico sulla nostra azienda". Motivo per il quale "dopo gli incontri con esponenti politici, associazioni, il presidente dell’Anci regionale, Dorino Favot, ed il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, chiederemo anche al prefetto di Trieste di ascoltare le nostre ragioni per tutelare un'azienda divenuta punto di riferimento del Paese così come dimostrato anche nei lunghi mesi di pandemia".

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