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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Prodi, l'Italia, il Nordest e Trieste

Romano Prodi è intervenuto ieri mattina all’Università di Trieste, durante il convegno di Economia e Politica Industriale “Mutamenti Istituzionali, competitività e politiche industriali: Il caso nord- est”.Nell’intervento del Professore...

Romano Prodi è intervenuto ieri mattina all'Università di Trieste, durante il convegno di Economia e Politica Industriale "Mutamenti Istituzionali, competitività e politiche industriali: Il caso nord- est".
Nell'intervento del Professore, molteplici sono stati gli argomenti da lui trattati, soprattutto rialacciandosi a tematiche sollevate dai precedenti relatori, Piero Giarda dell'Università Cattolica di Milano e Daniele Franco della Banca d'Italia.
«C'è bisogno di riorganizzazione in Italia», ha esordito Prodi, «Tra le voci della Spesa Pubblica, la sanità è un fiore all'occhiello rispetto al resto d'Europa, basti vedere l'aumento della speranza di vita nel nostro paese, raggiunta senza troppi investimenti nel settore».
Ha poi continuato il suo intervento sul tema del federalismo fiscale, «anche se l'abolizione dell'Ici, in questo caso, è un provvedimento che non mi spiego, come faranno gli Enti Locali?».



«Negli anni '80, proprio qui a Trieste, ho tenuto un convegno sugli oligopoli, a trent'anni di distanza sono spariti: il capitalismo italiano li ha sfasciati, l'esempio delle compagnie telefoniche è davanti agli occhi di tutti». Ha poi precisato però che «non mi pento di nessuna privatizzazione durante il mio operato politico».
«Al momento in Italia serve un politica industriale forte e organizzata ad hoc, che fronteggi la crisi dei distretti e delle imprese familiari, in Germania a queste problematiche hanno risposto con Federazioni e Associazioni, e con interventi mirati, azienda per azienda, se necessario». «Per fare tutto questo è necessario investire in Ricerca e Sviluppo, prima Giarda ha affermato che ci sono troppe Università nel nostro Paese e tutte uguali tra loro: per me invece sono troppe perché sono uguali tra loro, andrebbero istituite delle Scuole Tecniche che formino i ragazzi a livello universitario». «Il mondo del lavoro e della flessibilità è in una situazione tragica, non c'è alcun giovane che possa vantare al momento un contratto con una prospettiva lavorativa duratura».
Al termine della "lezione" gli viene anche posta una domanda su un suo eventuale ritorno in politica a cui Prodi ha risposto dicendo di «aver rispetto della democrazia: io sono stato sfiduciato dal Parlamento, e, come andava fatto, me ne sono andato», escludendo qualsiasi ripensamento futuro.

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