Cronaca

Progetto "Via di Pace - Pot miru", tragici luoghi della Grande Guerra visibili al pubblico

I 280 chilometri di sentieri, resti di trincee, caverne, fortificazioni, chiese e cimiteri militari, permetteranno ai visitatori di rivedere i luoghi dove avvennero i feroci e tragici combattimenti tra i militari italiani e quelli austroungarici

Con la solenne cerimonia, avvenuta  sul confine tra Gorizia e Nova Gorica, è terminato il progetto europeo "Via di Pace - Pot miru", che collega i luoghi tra le Alpi e l'Adriatico, che sono stati cent'anni fa scenario della Grande guerra. L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia.

La Via di Pace scorre sui crinali delle montagne, costeggia l'Isonzo, attraversa la pianura e il Carso goriziano per arrivare a Duino vicino a Trieste. Il progetto, che è stato finanziato con un milione di euro, è stato realizzato dalla Provincia di Gorizia e dalla fondazione slovena dell'Alto Isonzo (Pot miru v Posocju) in collaborazione con gli Enti locali di entrambi gli Stati.

I 280 chilometri di sentieri, resti di trincee, caverne, fortificazioni, chiese e cimiteri militari, permetteranno ai visitatori di rivedere i luoghi dove avvennero i feroci e tragici combattimenti tra i militari italiani e quelli austroungarici.

All'evento hanno partecipato gli assessori regionali, Gianni Torrenti e Loredana Panariti. A margine dell'incontro Torrenti ha evidenziato l'entusiasmo e l'energia, che hanno caratterizzato i partecipanti e gli spettatori. «Oggi si è ripreso un percorso di collaborazione lungo il confine, che sembrava un po' rallentato nelle volontà».

«Riflettere sulla prima guerra mondiale in questo modo - ha commentato l'assessore - ci permette quindi di guardare con ottimismo al futuro».

Il solenne evento conclusivo è iniziato con gli inni nazionali, eseguiti da un coro di voci bianche. Il presidente della Repubblica di Gianni Torrenti 2Slovenia Borut Pahor, oratore ufficiale dell'incontro, ha ricordato come sia necessario impegnarsi quotidianamente, anche a livello individuale, «per costruire la pace" con la collaborazione, l'amicizia, la convivenza, la conciliazione e la solidarietà.

La Via di Pace consolida le differenze, ha affermato l'arch. Boris Podrecca, che lavora a Vienna e in altri Paesi centro-europei.«Le diversità sono fonte di saggezza e di reciproca conoscenza. L'Europa di mezzo è uno spazio di varie identità, dove ognuna esiste in quanto confermata dalle altre», ha spiegato Podrecca.

Il presidente del Comitato storico e scientifico per gli anniversari d'interesse nazionale, Franco Marini, si è soffermato sull'importanza di comprendere la guerra "per avere la pace". La Via lungo il fronte dell'Isonzo va inserita in un progetto europeo più ampio che collegherà i luoghi della prima guerra mondiale dall'Adriatico alla Manica.

Agli organizzatori ha inviato un messaggio di saluto anche il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che ha evidenziato l'importanza civile e morale del progetto europeo, che è stato presentato con un ricco e significativo programma musicale, eseguito dai cantautori Vlado Kreslin, Antonella Ruggero e dall'Orchestra Nova filharmonija, diretto da Valter Sivilotti.

Sono state numerose le autorità che hanno seguito l'evento: i ministri sloveni Janko Veber (Difesa), Julijana Bizjak Mlakar (Cultura) e Gorazd Zmavc (Sloveni d'Oltreconfine), i parlamentari Tamara Blazina, Giorgio Brandolin, Laura Fasiolo, e Serena Pellegrino, sergio_mattarellal'ambasciatrice italiana a Lubiana, Rossella Franchini, il vicepresidente del Consiglio regionale Igor Gabrovec, il consigliere regionale Rodolfo Ziberna, i presidenti della Provincia di Gorizia e Trieste, Enrico Gherghetta e Maria Teresa Bassa Poropat, il sindaco di Gorizia Ettore Romoli.

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