Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Criticità al Pronto soccorso, medici: «Estranei a strumentalizzazioni politiche»

Dopo la diffusione di una nota su criticità al Pronto soccorso di Cattinara i medici incontrano la direzione dell'Azienda Sanitaria Universitaria integrata

In riferimento alla nota inviata dai medici del Pronto Soccorso alla Direzione dell’Asuits, si è svolto ieri pomeriggio (30 gennaio 2017) un incontro tra la Direzione e un’ampia rappresentanza di medici in riferimento alla nota stessa.

Il dibattito è stato ampio e articolato, si è svolto in un clima di collaborazione e ha permesso di affrontare una serie di temi che attengono alle criticità segnalate. Al termine dell’incontro è stato concordato un piano di lavoro che prevede tempi, temi e argomenti da affrontare nel prossimo periodo per risolvere le criticità. La discussione è stata ad ampio respiro ed ha affrontato le tematiche che riguardano non solo il Pronto Soccorso come terminale delle questioni d’urgenza, ma tutto il sistema ospedaliero ed extra-ospedaliero che ha come strategico punto di snodo l’attività del Pronto Soccorso.

Nel corso dell’incontro tutti i dirigenti medici del Pronto Soccorso hanno rilasciato la seguente dichiarazione: «Noi medici del Pronto Soccorso e terapia d’Urgenza, in seguito a quanto divulgato per via mediatica riguardo la lettera da noi inviata esclusivamente alla nostra Direzione, teniamo a sottolineare che ci riteniamo estranei alla divulgazione pubblica della stessa, all’eventuale strumentalizzazione politica da parte di qualsiasi schieramento, nonché alla speculazione, fine a sé stessa, che tale evento ha suscitato».

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Piero Camber: Il 27 gennaio tutti i medici del Pronto Soccorso di Trieste hanno inviato alla Direzione dell'Asuits e alle OO.SS. una lettera per denunciare la "situazione criticissima" in cui sono costretti ad operare. Con tale lettera i medici del Pronto Soccorso confermano di fatto tutto quanto segnalato ormai da diverse settimane circa le condizioni di sfascio in cui è caduta la sanità pubblica della nostra città».

«Si conferma altresì che se ancora esiste qualche punto di riferimento per i cittadini, e tra questi vi è in primis il Pronto Soccorso, è solo grazie all'abnegazione e professionalità dei medici ed infermieri che, ormai abbandonati a se stessi, sono allo stremo delle forze e chiedono aiuto, non per lo loro, ma per poter continuare ad offrire ai malati un'assistenza se non ottimale, almeno sicura, perché gli stessi medici dichiarano che  sicura non lo è più».

«I medici chiedono  di essere messi in grado di lavorare "decentemente",  chiedono quello che serve realmente: più  personale, maggiori spazi, migliori  servizi, sia dentro che fuori dall’ospedale; i medici chiedono quindi cose concrete a chi  avrebbe dovuto provvedervi già da tempo, quindi al  Direttore dell'Azienda, al dottor Delli Quadri, che invece è finora sembrato   più propenso a sfornare di continuo improbabili annunci ed inaugurazione fittizie di strutture, che rimangono inesorabilmente chiuse,  come i CAP, ormai mitico emblema del pensiero astratto dei nostri governanti. Alcuni punti della lettera meritano particolare attenzione. I medici ci dicono che gli accessi sono sì  aumentati, ma che non sono l'unica causa, né la principale della crisi, eppure Delli Quadri aveva chiamato in causa i picchi influenzali, ma come spesso è abituato a fare,  senza fornire riscontri oggettivi, ovvero dati, cioè cose concrete e misurabili; ed infatti quando si va a misurare la realtà, questa risulta diversa dagli annunci».

«Ma i medici ci dicono  che gli accessi derivano soprattutto da un territorio che  funziona sempre peggio: RSA e case di riposo che inviano malati cronici in ospedale, malati che si rivolgono al CUP  per prestazioni specialistiche e diagnostiche che non trovano risposta in tempi ragionevoli, ecc.  Ad oltre due anni dalla Riforma che avrebbe dovuto potenziare il territorio, nulla di costruttivo e concretamente apprezzabile sembra esser stato fatto, mentre si è provveduto con  grande solerzia a tagliare letti e reparti ospedalieri, valga per tutti la soppressione della 1° Chirurgica, un vanto dell'ospedale di Trieste, quale esempio di dissennatezza. E qui si è visto che Delli Quadri sa anche essere concreto quando si tratta di demolire.

E così, denunciano i medici, aumentano gli accessi impropri, ma non ci sono più letti a sufficienza dove ricoverare i malati, quindi decine e decine di pazienti, tutti o quasi assai anziani e sofferenti stipati in un Pronto Soccorso, che ne potrebbe contenere molto meno della metà, con i deficit di comfort, di privacy, di sicurezza che tutto ciò comporta. Ed ora dinnanzi alla circostanziata denuncia di tutti  i medici del Pronto Soccorso, di chi cioè ogni ora del giorno e della notte si trova in prima linea, si prenda finalmente atto che  la Riforma  sta portando al disfacimento una sanità fino a pochi anni fa eccellente; prima che anche  medici e infermieri cedano, e quindi si arrivi alle macerie, si faccia finalmente un esame obiettivo della situazione, si cominci a pensare e a lavorare su cose concrete, mettendo finalmente da parte annunci e slogan astratti, tanto ormai non ci crede più nessuno.

La capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Fabiana Martini: «Ai Medici del Pronto Soccorso e a tutti i professionisti della sanità triestina va la nostra solidarietà per l’impegno profuso particolarmente in questi giorni, dove la coincidenza delle ferie natalizie e l’influenza particolarmente pesante hanno creato forti disagi in tutta Italia, anche in ospedali di alto livello come successo oggi al San Martino di Genova».

«A Trieste il problema è stato acuito dalla Bora, con 200 feriti in Pronto Soccorso. Leggiamo che questo pomeriggio (ieri, 30 gennaio 2017, ndr) c’è stato l’incontro della Direzione con i medici del PS, in un clima costruttivo. Questi si sono dichiarati dispiaciuti che la lettera indirizzata alla Direzione sia stata resa pubblica in quanto non desiderano che vi siano strumentalizzazioni politiche da cui intendono dissociarsi. Stigmatizziamo, quindi, con fermezza l’uso che è ne è stato fatto dal capogruppo di Forza Italia, che ha voluto cogliere l’occasione per una polemica sterile e dannosa».

«Ribadiamo la necessità di migliorare la nostra sanità che — ricordiamo — è tra le migliori d’Italia, alla pari con le migliori europee: lo si può fare, come è stato fatto nell’incontro di oggi, con la collaborazione attiva dei professionisti, che con la loro esperienza possono ben migliorare quanto già fatto e progettato. L’attività del singolo reparto in ospedale è legata a quella degli altri, in quanto si tratta di un sistema molto complesso, tanto da aver bisogno della collaborazione e delle idee di tutti. Voglia di lavorare per migliorare la nostra sanità c’è da più parti: non sprechiamola e non facciamone terreno di strumentalizzazioni politiche».

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