Cronaca San Giusto

Al via i lavori di restauro del “Propileo di San Giusto”

L'ingresso monumentale di epoca romana all’interno del campanile della cattedrale omonima verrà rimesso a nuovo grazie al Rotary Club Trieste e il supporto della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali.

Al via i lavori per il “Propileo di San Giusto”, l'ingresso monumentale di epoca romana all’interno del campanile della cattedrale omonima, promosso dal Rotary Club Trieste con il supporto della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali. Il reperto è in ottimo stato, con basamento, colonne e attico 'in situ' (caso unico nel Nord Italia), tuttavia è per lo più sconosciuto ai più, sia perché 'offuscato' dalla patina del tempo sia perché non ha ricevuto sufficientemente promozione e comunicazione. Per questo le associazioni coinvolte hanno voluto portare avanti l'iniziativa a beneficio dei fedeli, dei cittadini e dei turisti con un progetto a cura del Rotary Club.

Il progetto

Il progetto prevede la pulizia e il restauro delle superfici lapidee del basamento del propileo romano inglobato nella torre campanaria e il loro restauro, il restauro delle vetrate esterne, il rifacimento della pavimentazione e il posizionamento di vetri che mettano in luce decori attualmente nascosti e inaccessibili, nuova illuminazione e messa in sicurezza del monumento. Prevista inoltre l’organizzazione di un percorso di visita dall’originario accesso monumentale all’attico del propileo e, infine, alla cella campanaria. Sarà poi creato un itinerario “misto”, in cui saranno evidenziate le molteplici fasi di “incastellamento” dell’edificio romano (incorporato nel primo campanile romanico e poi, a sua volta, inglobato nella più ampia torre trecentesca) e saranno posti in risalto antichi magisteri costruttivi, simbolismi, segni della storia, degli usi e delle tradizioni locali. Sarà poi montata una webcam sulla cima del campanile, collegata con i maggiori siti delle istituzioni locali. Il service si concluderà con la pubblicazione di un volumetto, che si inserirà nella collana che il Rotary Club Trieste edita da più di vent’anni sui monumenti della città, volto in questo caso a valorizzare un percorso turistico tra le testimonianze della Trieste romana. Il restauro di questa importantissima testimonianza consentirà di poter ripercorrere tutta la storia di Trieste all’interno di uno spazio relativamente limitato: dall’epoca romana a quella medievale per arrivare alla Trieste settecentesca, a quella ottocentesca, fino alle testimonianze di questo ultimo secolo.

Una volta terminati i lavori, infatti, la visita al campanile permetterà di avere una visione di tutte queste fasi con, una volta raggiunta la sommità, il privilegio di godere di una delle più belle viste sulla città, da un’area, quella del Colle di San Giusto, che è già la seconda più visitata di Trieste, immediatamente alle spalle del Castello di Miramare. Il progetto, frutto di un’intuizione emersa la scorsa estate – e realizzato con il sostegno economico e professionale del Rotary Club Trieste, e quello economico della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali – è stato condiviso con la Soprintendenza per l'archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia, la Parrocchia della Basilica Cattedrale di San Giusto Martire, la Diocesi di Trieste e ha trovato gli auspici della Presidenza Regionale Friuli Venezia Giulia del FAI - Fondo Ambiente Italiano. In seguito alle necessarie approvazioni da parte degli Enti preposti, nei giorni scorsi hanno potuto prendere il via i lavori, che si protrarranno per circa 3 mesi.

Il progetto vede l’architetto Aulo Guagnini come progettista e responsabile dei lavori e l’avvocato Alessandro Zanmarchi coordinatore degli aspetti tecnico giuridici dell’intervento. Le aziende esecutrici sono la Benussi e Tomasetti e l’Opera Est. Alla presentazione del progetto e del cantiere alla stampa sono intervenuti: Francesco Granbassi, Presidente del Rotary Club Trieste; Francesco Slocovich, Presidente delle Fondazioni Casali; Mons. Pier Emilio Salvadè, vicario generale della Diocesi di Trieste; Simonetta Bonomi, Soprintendente per l'archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia; Roberto Dipiazza, Sindaco del Comune di Trieste e Tiziana Sandrinelli, Presidente Regionale Friuli Venezia Giulia del FAI - Fondo Ambiente Italiano.

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