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La protesta / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazza Unità d'Italia

Prosegue la protesta di Giuseppe, che cerca di entrare a palazzo Cheba

L’assessore Grilli: “Mai stato in case di riposo del Comune”. Il 66enne è rimasto invalido al 100% dopo cinque interventi sbagliati a seguito di una poliomielite

Prosegue lo sciopero della fame di Giuseppe Verardi, il 66enne originario di Latina che da lunedì 9 gennaio ha organizzato una protesta solitaria in Piazza Unità. Il motivo? Il trattamento ricevuto nelle case di riposo di Trieste. Invalido al 100% dopo cinque interventi sbagliati a seguito di una poliomielite che gli fu diagnosticata all’età di 8 mesi, Verardi lamenta le modalità aggressive degli operatori delle residenze per anziani dove è stato ospitato. Nella giornata di oggi Verardi ha intensificato la sua protesta, servendosi di una trombetta da stadio e cercando di entrare a Palazzo Cheba. È stato fermato dalle forze di polizia, che non hanno tuttavia interrotto lo sciopero specificando di non voler ledere il suo legittimo diritto a manifestare. Numerosi giornalisti e operatori dell’informazione si sono recati in Piazza Unità nella mattinata per conoscere la sua vicenda. L’assessore al sociale del Comune di Trieste Carlo Grilli, che conosce da vicino e da anni la sua vicenda, ci ha tenuto ad intervenire specificando le motivazioni per cui per i servizi sociali territoriali non è possibile fare nulla. “Giuseppe non è residente a Trieste ma a Monfalcone, e questo è un primo ostacolo che non ci permette come istituzione di attivare alcun percorso  - specifica Grilli - Inoltre, nel periodo in cui era domiciliato nella nostra città, non ci risulta sia mai stato ospite in residenze collegate al Comune di Trieste, bensì in strutture private che nulla hanno a che vedere con le nostre metodologie”.

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