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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Proteste No Green Pass, il Clpt: “Governo scarica le sue responsabilità sui lavoratori non vaccinati”

Il Clpt rimanda al mittente le accuse in merito all’aumento dei contagi: “Per un anno e mezzo nessuno ha vigliato sui protocolli di sicurezza per i lavoratori”

“Il Governo sta tentando di scaricare le sue responsabilità per come è stata gestita la pandemia su una categoria di persone: i lavoratori non vaccinati”. Lo hanno dichiarato oggi in conferenza stampa i rappresentanti del Clpt, che rimanda al mittente le accuse che collegano le proteste No Green Pass all’aumento dei contagi.

Secondo i portuali nessuno avrebbe ascoltato le loro ripetute richieste di maggior sicurezza negli ambienti di lavoro, a partire dall’inizio della pandemia: “Ripetutamente – dichiara il segretario del Clpt Sandi Volk - abbiamo scritto al Ministero della Salute, all’Autorità Portuale, alla Prefettura, all’Azienda sanitaria e alle aziende che operano nel porto dal 23 febbraio del 2020 ad aprile del 2021. A queste richieste (sanificazioni, mascherine, tamponi gratis e sanificazione mezzi) abbiamo avuto risposte rarissime e gli interventi (in particolare da parte della Prefettura che avrebbe dovuto vigilare sui protocolli Covid) sono state nulle a quanto ci è dato sapere: nessun provvedimento verso le aziende che hanno violato le disposizioni di legge”.

Il Clpt continua a sostenere quindi che “il decreto Green pass non è uno strumento sanitario ma economico e politico. È divisivo perché mette i vaccinati contro i non vaccinati”, e spiega che “dopo le proteste alcuni lavoratori hanno subito rappresaglie e demansionamenti (provvedimento di cui non si parla nel decreto Green Pass). Tutto questo è molto grave”.

"Per un anno e mezzo abbiamo chiesto mascherine, igienizzanti, la sanificazione dei mezzi, e niente di tutto questo è stato fatto – dichiara il presidente Sebastiano Grison -. A oggi ci sembra ridicolo che venga imputata al Clpt la colpa di ulteriori casi all’interno del porto dopo le manifestazioni. Sulle rappresaglie avute successivamente agli scioperi del 15 ottobre ci sembrano assurde le 30 - 40 sanzioni disciplinari perché un lavoratore ha scelto di adempiere a un proprio diritto allo sciopero. Noi tuteleremo ilavoratori e vogliamo sottolineare che lo sciopero del 15 al 20 ottobre era legittimo. È stato dichiarato illegittimo il successivo sciopero della Fisi dal primo al 15 novembre, e i portuali che hanno scioperato avevano il diritto di scioperare perché non rientravano nelle categorie di lavoratori della legge 146 che parlava di servizi pubblici essenziali”.

Il Clpt si è recentemente smarcato in quanto sigla sindacale dall’organizzazione delle proteste No Green Pass, ma i singoli lavoratori che ne fanno parte continuano a parteciparvi da privati cittadini. Il sindacato si è poi dichiarato solidale all’ex portavoce Stefano Puzzer, dichiarando che nel 2020 “si era rifiutato di lavorare se non fossero stati puliti i mezzi da lavoro e la sera stessa ha trovato un Gps sotto l’auto”. Solidarietà anche per il collega Fabio Tuiach, licenziato per aver partecipato alle manifestazioni mentre era in malattia. 

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