Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Pugile con tatuaggi nazisti, Famulari (Pd): "Dipiazza prenda distanze dall'allenatore, candidato FdI"

Si tratta di Denis Conte, ex segretario regionale di Forza Nuova e patron dell'associazione sportiva di pugilato Ardita Trieste a cui fa capo il pugile Michele Broili. La segretaria provinciale dem: "L'allenatore e chi lo candida si assuma responsabilità. Il messaggio di Dipiazza all'estrema destra è ormai chiaro". Serracchiani: "Politica non inquini un nobile sport"

"Se c'erano dubbi su quanto il sindaco Dipiazza sia stato compiacente verso un certo mondo di destra, li toglie tutti la candidatura, nelle file di Fratelli d'Italia a sostegno dello stesso Dipiazza, dell’allenatore del pugile nazi-tatuato, ex segretario regionale di Forza Nuova. Un allenatore ha grandi responsabilità, e se le deve assumere tutte, lui, chi lo candida e chi ne accetta il sostegno. Aspettiamo che Dipiazza prenda le distanze da questo candidato e da chi lo ha messo in lista". Lo afferma la segretaria del Pd provincia di Trieste Laura Famulari, riferendosi a Denis Conte, allenatore e fondatore dell'associazione sportiva di pugilato Ardita Trieste, a cui fa capo Michele Broili, oggi sui principali quotidiani nazionali per essersi presentato a un incontro col torace coperto da tatuaggi raffiguranti simboli nazisti. Intervenuta con una ferma condanna la Federazione Italiana Pugilato, che in questa occasione aveva parlato di "indiretta responsabilità della società di appartenenza che lo abbia avallato e/o tollerato".

"Se non sono bastati bastati la sala 'culimoni' - aggiunge Famulari - il saluto fascista del sindaco, la stretta di mano al neofascista Fiore, il divieto di utilizzo del manifesto della mostra sulle leggi razziali, i tentativi di non concedere piazza Unità per commemorare quell'anniversario, forse stavolta il messaggio di Dipiazza all'estrema destra è chiaro".

Polemiche su Broili erano già state sollevate nel pre - Covid, precisamente nel febbraio del 2020, quando la foto del pugile era apparsa nella locandina della Boxe Night accanto al logo del Comune. In quell'occasione Conte aveva smorzato la "bufera" dichiarando: "Non vogliamo mettere in imbarazzo il Comune né creare polemiche, per questo toglieremo immediatamente quella locandina".

Intervenuta in merito anche la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani: "Opportuna e tempestiva la condanna della Federazione italiana pugilato per il boxeur che si è presentato a un incontro col torso coperto di simboli nazisti. Il pugilato è uno sport dalle origini antichissime ed ha caratteristiche tali da essersi meritato la definizione di 'noble art': non solo supremazia fisica e tecnica ma anche il rispetto delle regole e per l’avversario. È bene che la boxe non sia inquinata dalla politica, tanto meno da un'ideologia violenta e intollerante come quella nazifascista. Purtroppo questo pugile aveva già creato un caso in passato, quando lo abbiamo visto con i suoi tatuaggi sulle locandine di promozione di un evento a Trieste, ma non è servito a far capire cosa si può fare e cosa no".

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