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"Disboscamento di Trieste": Incontro Pubblico Organizzato dal Wwf e Comune di Trieste

Sabato 17 maggio, alle ore 10:30, presso l'Auditorium del Museo Revoltella: "Gestione dell’albero in città" con il prof. Francesco Ferrini 13.5.2014 | 12.05 - Lo scopo della conferenza organizzata dal WWF e dal Comune di Trieste è quello di...

Sabato 17 maggio, alle ore 10:30, presso l'Auditorium del Museo Revoltella: "Gestione dell'albero in città" con il prof. Francesco Ferrini

13.5.2014 | 12.05 - Lo scopo della conferenza organizzata dal WWF e dal Comune di Trieste è quello di fare il punto sulla gestione del verde pubblico. A parlarne è stato invitato uno dei massimi esperti italiani: Francesco Ferrini, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente nell'Università di Firenze. È stato Presidente della Società Italiana di Arboricoltura dal febbraio 2005 al febbraio 2011 ed è componente del Board of Directors della International Society of Arboriculture, fondata nel 1924. Nel 2009 è stato insignito del premio Fabio Rizzi, uno dei più ambiti in Italia nel settore florovivaistico e nel 2010 ha ricevuto il L.C. Chadwick Award for Arboricultural Research.

Si è voluto, in questo modo, spostare la discussione sul taglio di circa 300 alberi, avvenuto a Trieste nei primi mesi di quest'anno, dal piano della polemica giornalistica e politica a quello della conoscenza scientifica. Non ci si poteva fermare davanti al dato emozionale. Né la messa a dimora di alcune piante, lungo i viali del centro cittadino, costituiva una risposta a quanto avvenuto. Il WWF vuole con questa conferenza ottenere un risultato ben più ambizioso: evitare che, nel prossimo futuro, nuovamente ci si trovi davanti al dilemma del taglio o meno di alberi secolari.

L'Amministrazione comunale, dando la sua disponibilità all'organizzazione di questa conferenza, ha dimostrato di condividere la necessità di raggiungere questo obiettivo. La prima domanda che porremo al prof. Ferrini sarà: vi è un interesse pubblico alla tutela del verde urbano - in particolare degli alberi monumentali - e al suo incremento? La conservazione di giardini, piazze e viali storici e la tutela del paesaggio - dei quali sono inscindibili i patrimoni arborei - costituiscono una delle missioni che la Costituzione ha individuato a salvaguardia del nostro patrimonio identitario. Ma gli alberi svolgono anche una funzione ecologica in un centro urbano? Quanto ciò dipende dalla scelta delle specie, tenendo conto della specificità e di contesti urbanistici così diversi in Italia e che tali è opportuno rimangano. Quali sono poi i criteri che una pubblica amministrazione deve rispettare affinchè si raggiungano i migliori risultati nella gestione del verde pubblico? A questo fine riteniamo vadano affrontati almeno tre temi. Per la pubblica amministrazione il compito di salvaguardia e incremento del verde urbano è strategico rispetto ai temi della qualità della vita. Una municipalità ottiene migliori risultati affidando tale compito agli uffici deputati alla programmazione, collegando il tema della verde a quello della pianificazione territoriale, o in sede esecutiva, trattando la gestione del verde nel novero delle opere pubbliche o, infine, tenendo conto della sua funzione ecologica, dando a chi si occupa della salubrità dell'ambiente urbano questa responsabilità? E' necessario, in secondo luogo, assicurare alle piante il loro spazio vitale, privilegiando, consapevolmente, questa esigenza in sede di ponderazione con interessi confliggenti, quali la circolazione veicolare, i costi per il posizionamento delle reti infrastrutturali, la scelta delle pavimentazioni. Come ciò deve avvenire? La qualità degli interventi di potatura delle alberature, spesso caratterizzati da intollerabile approssimazione, gioca poi un ruolo determinante per la conservazione delle alberature. Come un ente - e talvolta anche il privato - riesce a garantirsi questo risultato? Il tema che è stato occasione dell'incontro è, infine, quello della pericolosità degli alberi. E' possibile riconoscere la loro pericolosità e può questo rischio essere gestito efficacemente? A chi deve essere affidato questo compito?

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