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Qualità dell'aria, Dipiazza convoca l'Arpa: «Occorre fare chiarezza su dati sforamenti»

Il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza ha convocato l'Arpa in un incontro per la prossima settimana a seguito degli avvisi di superamento dei limiti di PM 10 da parte della centralina di San Lorenzo in una situazione che appare al Primo cittadino «poco chiara»

«A seguito di informazioni diffuse dall’Arpa relative ai dati della centralina di San Lorenzo, è opportuno fare chiarezza se si sia trattato di un errore di trascrizione o tecnico. Per questo e altri aspetti da verificare, ho chiesto ai dirigenti dell’Arpa un incontro per la prossima settimana».

Lo dichiara il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza a seguito degli avvisi di superamento dei limiti di PM 10 da parte della centralina di San Lorenzo. «Dalle tabelle diffuse dall’Arpa – precisa Dipiazza – nella stazione di monitoraggio di San Lorenzo risultava un bollino rosso a indicare il superamento del limite annuale di sforamenti di PM10 per il 2015, poi scomparso dalla fine di luglio dello stesso anno. Nel 2016, dal 29 gennaio ad oggi, viceversa, compare il bollino rosso di avvenuto superamento senza che l’evento sia suffragato dai dati divulgati. La dinamica merita dei chiarimenti da parte dell’Arpa».

«Con i vertici dell’azienda, che da agosto ha la responsabilità diretta sulla rilevazione dei dati, intendo anche comprendere quale sia stato il ragionamento per cui si è deciso che i dati della centralina di San Lorenzo non debbano essere utilizzati per la misurazione della qualità dell’aria, ma solo per monitorare le performance dello stabilimento».

«È altresì opportuno capire, e in questa direzione contatterò anche l’Assessore competente della Regione, perché nell’AIA, a seguito della conferenza dei servizi, è stato deciso sia di innalzare il limite giornaliero da 50 a 70 microgrammi /metrocubo da non superarsi per più di 35 giorni all’anno, sia che questo non sia più un limite cogente, superato il quale devono scattare determinate misure di sicurezza e allerta, ma sia stato declassato a valore obiettivo, ovvero una semplice presa d’atto».

«Non vorrei – conclude Dipiazza – che l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) stia prendendo la direzione di mero documento politico e non tecnico. Anche su questo aspetto è importante conoscere, almeno, il pensiero dell’Arpa».
 

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