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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Qualità della vita: Trieste settima, balzo di 40 posti

Nell'annuale classifica condotta da ItaliaOggi e dall'Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, Trieste è tra le prime dieci città

Trieste guadagna 40 posizioni e passa dalla 47esima alla settima. Lo dice la classifica annuale di Italia Oggi insieme all'Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. Pordenone invece, che lo scorso anno era in vetta, cede il posto a Parma, Udine dalla nona finisce alla 46esima e Gorizia dalla 44esima sale di due posizioni piazzandosi al 42esimo posto. Nel complesso, sono 63 province su 107 quelle in cui, nel 2021, la qualità della vita risulta buona o almeno accettabile.

La classifica

Le grandi città del Nord, dunque, scalano la classifica della qualità della vita 2021. Non a caso, come detto, al primo posto si posiziona Parma, che guadagna ben 39 posizioni rispetto allo scorso anno. Un importante balzo in avanti, oltre a Trieste, lo fanno anche Torino, Milano, Bologna e Firenze. Al contrario le realtà più piccole, e non solo quelle del Sud, sembrano quest’anno scivolare lungo un piano molto inclinato. Tra le province che perdono maggiori posizioni troviamo infatti Como, L’Aquila, Belluno, Udine, Varese, Rovigo, Prato, Benevento, Fermo, Rieti e Nuoro. Il motivo, spiega MilanoToday, di questo sconvolgimento è duplice: da una parte le metropoli hanno dimostrato di saper affrontare meglio la pandemia da Covid-19, tanto che, pur essendo state nel 2020 penalizzate da questa emergenza, nel 2021 hanno saputo riprendersi con maggior rapidità, dimostrando una resilienza più accentuata rispetto a quella dei centri di minori dimensioni.

Il secondo motivo è metodologico: ci si è accorti, riporta il quotidiano Italia Oggi, che la classifica degli anni scorsi finiva per sovrappesare un indicatore, quello della popolazione (che contiene le classifiche di densità demografica, emigranti, morti in percentuale, immigrati, istruzione, nati vivi in percentuale, e numero medio dei componenti della famiglia) rispetto a tutti gli altri e si è deciso quindi di ridimensionarlo attribuendogli un peso uguale o di poco superiore ad Affari e lavoro, Ambiente, Sicurezza, Salute, Tempo libero e Reddito: probabilmente anche questo ha contributo a migliorare la posizione dei grandi centri rispetto ai piccoli.

Rimane invece costante, anzi si accentua, la distanza tra le province del Nord e quelle del Mezzogiorno. Basti pensare che tra le realtà del Centro-Sud solo Perugia, Macerata, Ascoli Piceno, Ancona, Terni, Grosseto e Fermo sono nella prima metà della classifica, mentre solo dieci province del Nord sono nella metà inferiore: Vercelli, Rovigo, Prato, Rimini, Como, Asti, La Spezia, Imperia, Pistoia e Alessandria. Un discorso a parte meriterebbe Roma, unica tra le grandi città ad essere fuori dal gruppo uno (quelle dei migliori) e a non guadagnare posizioni, perdendone anzi quattro (passa dal 50 al 54esimo posto).

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