Cronaca

Questura, Maiorano saluta Trieste: dall'operazione "Topolini" ai due omicidi risolti, i successi della Polizia

Dopo appena due anni cambia il dirigente della Polizia di Stato di Trieste: dal 1 marzo arriva Leonardo La Vigna

Il dirigente generale di Pubblica sicurezza Antonio Maiorano, nominato Questore dell’Aquila, dopo due anni al vertice della Questura giuliana, lascia Trieste. Al suo posto, arriva Leonardo La Vigna, che, dopo essere stato Questore di Bolzano, nel 2013 ha diretto l’Ispettorato di Polizia della Camera dei Deputati da dove è stato poi collocato in disponibilità per le esigenze della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

L'avvicendamento è previsto dal 1 marzo quando Antonio Maiorano sarà quindi il nuovo Questore dell’Aquila, un incarico prestigioso ma, al tempo stesso delicato, per una città che si sta ancora riprendendo dalle ferite del terremoto che l’ha devastata. A Trieste era arrivato il 23 febbraio del 2015 dalla Questura di Lecce che ha diretto per un anno. Prima ancora era stato direttore del Servizio III Operazioni Antidroga della Direzione Centrale Servizi Antidroga di Roma. In precedenza era stato questore a Pordenone e a Terni.

Una carriera costellata da moltissime soddisfazioni professionali quella del Questore Maiorano, con un passato alla direzione soprattutto di uffici investigativi che hanno inevitabilmente lasciato il segno. Sotto la sua direzione la Questura giuliana ha svolto infatti numerose indagini. Tra queste ricordiamo l’operazione “Toni” che ha consentito di sgominare una banda che derubava persone anziane avvicinandole in strada e riuscendo a sottrarre le chiavi di casa della vittima. E come non ricordare l’operazione “Topolini”, che riguardava un fatto che ha creato forte allarme sociale nella cittadinanza nel giugno del 2015 per una rissa che ha visto coinvolti nel centro cittadino 29 ragazzi serbi, croati, kosovari e italiani. Numerose le operazioni antidroga, tra le più importanti, si ricorda l’operazione “Molo Audace” che, nell’ottobre del 2016, ha consentito di  sgominare una banda di stranieri, afgani e pakistani, che spacciava hashish a minorenni sul molo Audace. E ancora, la soluzione di due omicidi, quello della badante rumena di 39 anni Slavica Kostic uccisa dall’ex marito e ritrovata in una discarica sul Carso e quello di Nerina Zennaro, classe ‘29, massacrata nella sua abitazione da un venditore  porta a porta che era stato sorpreso dall’anziana a rubare a casa sua. L’assassino, per cercare di cancellare le tracce del delitto, aveva manomesso il tubo del gas lasciando la manopola aperta e sigillando l’appartamento, nella speranza di uno scoppio.   

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