Il 2019 della Questura: "Crescono stalking, immigrazione e violenze in casa"

Secondo il questore Giuseppe Petronzi i rintracci di migranti sono cresciuti del 50 per cento rispetto al 2018 mentre le espulsioni di cittadini irregolari sono in linea con il 2018. Tutti i dati diffusi questa mattina durante la consueta conferenza di fine anno

A Trieste non esiste nessuna emergenza criminalità ma la situazione va monitorata costantemente. A dar man forte alla tesi di una città sicura e della contemporanea necessità di controllo costante del territorio, sono i dati diffusi questa mattina dal questore del capoluogo regionale Giuseppe Petronzi che ha commentato il bilancio per quanto riguarda l’attività di pubblica sicurezza svolta dalla Polizia di Stato, nella provincia giuliana nel 2019.

I maggiori campi di intervento

Nello specifico, i numeri relativi ai diversi campi di intervento parlano di trend tutto sommato “in linea con il 2018”, tranne per quelli riferiti ai maltrattamenti in famiglia, lo stalking e gli abusi sessuali da un lato, e l’immigrazione dall'altro. Su quest’ultimo dato, anche se il numero uno della Questura non l’ha sottolineato, pesa in maniera evidente la “politica dei porti chiusi” attuata dal Viminale a guida salviniana e che ha, di fatto, convogliato un maggior numero di migranti sulla rotta balcanica rispetto agli scenari precedenti. 

Stalikng e maltrattamenti

Per i reati contro la persona, Petronzi ha parlato di un “dieci per cento in più nel caso dei maltrattamenti in famiglia” e di ben “98 casi di stalking” numeri che lo stesso Questore ha indicato con la percentuale del “28 per cento in più rispetto al 2018”. Negli atti persecutori contro chi si macchia di reati gravi, il questore ha emesso “114 fogli di via obbligatori, che vanno a sommarsi agli avvisi orali, alla sorveglianza speciale e ai Daspo” comminati ai danni di tifosi che seguono eventi sportivi. 

Capitolo immigrazione

“Nel 2019 sono stati rintracciati circa 4000 migranti, ai quali vanno aggiunte altre 1300 persone presentatesi spontaneamente”. I numeri dell’immigrazione sono, a detta della Questura “in aumento per un 50 per cento rispetto all’anno scorso” e riguardano per “il 60 per cento arrivi di cittadini di origine pachistana” seguiti dagli afghani, dagli iracheni e dai bengalesi. La rotta balcanica in molti casi rappresenta una fonte molto redditizia per i trafficanti di esseri umani. “Nel 2019 abbiamo messo a segno – ha ricordato il questore – 27 arresti nei confronti di altrettanti passeur". Petronzi ha inoltre disposto l'espulsione dal territorio triestino di 210 cittadini stranieri irregolari.

Droga e il Silos "nervo scoperto" 

In merito alla presenza di stranieri irregolari a Trieste – e in generale sulla presenza di migranti in città – il questore ha inoltre indicato il Silos come “un nervo scoperto dove stiamo lavorando quotidianamente” e dove, a più riprese, le autorità sia giudiziarie che di pubblica sicurezza sono dovute intervenire per bloccare il traffico di stupefacenti. Da questo punto di vista sono stati ricordati i 13 arresti relativi ad altrettanti cittadini nigeriani che operavano in tutta la penisola italiana, compresa Trieste. “L’operazione, grazie anche alla Polfer, ha portato ad un sequestro di ben 200 chilogrammi di marijuana”.

Quel tragico ottobre e l'arrivo di nuovi agenti

Il 4 ottobre 2019 verrà ricordato da tutti i triestini come il giorno dell’omicidio dei due agenti della Squadra Volante Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Su questo fronte, Petronzi non ha aggiunto nulla rispetto alla vicenda, se non un passaggio rimasto sottotraccia, riferito alla “carenza di risorse che, grazie all’arrivo di nuovi otto agenti (e di due nuovi ispettori ndr), ha mostrato la vicinanza del ministero a Trieste”.

Una folla di 7000 triestini piange Matteo e Pierluigi

Non è un mistero infatti che il numero uno della Questura di Trieste, dopo i tragici fatti di via del Teatro romano, abbia fatto sentire la sua voce a Roma, presumibilmente ottenendo l’arrivo di personale dal corso allievi dalla scuola di Polizia di San Giovanni e, ulteriormente, un'attenzione particolare da parte del capo della Polizia Franco Gabrielli. Proprio sul fronte dell’arrivo dei nuovi agenti, Petronzi ha fatto sapere che grazie all’inserimento dei nuovi operatori delle Volanti, e in relazione ai futuri pensionamenti previsti per il 2020, l’organico dovrebbe “essere in pareggio, forse qualcosina in più rispetto a prima”. Sul fronte dell’organico, nel 2020 la Questura potrà inoltre disporre di due nuovi medici.  

Il sangue nella cronaca nera e il neofascismo

I fatti di sangue più gravi dopo il duplice omicidio del 4 ottobre, vale a dire l’assassinio di Libero Foti in via del Veltro e l’accoltellamento avvenuto sulla scala dei Giganti durante la Barcolana ad opera di due giovani parte di un “gruppetto che stava alzando un po’ troppo la testa”, sono stati ricordati da Petronzi come gli esempi in cui “la Polizia ha dato una risposta immediata alla città”, anche grazie al lavoro della Squadra Mobile. 

In riferimento ai manifesti neofascisti di CasaPound apparsi ad Opicina e al caso in cui in una stanza del Comune di Trieste era apparso un calendario che celebrava i fasti del Ventennio fascista, Petronzi ha affermato la costante operazione di monitoraggio nei confronti di quelle "condotte che non siano rispondenti al dettato normativo. Lì dove ci siano manifestazioni di qualsiasi forma noi interviamo sul momento e, successivamente, con le dovute segnalazioni all'autorità giudizaria". 

La "crociata" contro le "macchinette"

Infine, il capitolo microcriminalità e repressione. La “crociata” contro i locali con le slot machines on in regola o quelli in cui sono state riscontrate “pesanti irregolarità” di gestione, e ancora l’attività di indagine nei confronti della “banda degli ospedali” resasi responsabile dei furti all’interno della farmacia dell’ospedale Maggiore, o l’individuazione di gruppi di georgiani e sinti accusati di innumerevoli furti in abitazione, sono stati ricordati dal questore come gli esempi di un “adeguato presidio del territorio”.

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Il crimine in trasferta a Trieste

Il cinque per cento in più di controlli ed un aumento del 10 per cento delle identificazioni, testimonia infatti l’impegno della Polizia per garantire la sicurezza dei cittadini, ma anche una sempre più spiccata propensione della malavita a scegliere Trieste come la città dove “investire” del tempo. Il momento in cui fioriscono nuovi alberghi, spuntano pizzerie e ristoranti e si vendono case per milioni di euro, vede quindi un potenziale sottobosco criminale “vagamente trasfertista”. Un fenomeno monitorato anche e soprattutto dalla Polizia di Stato.

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