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Polizia a Trieste: il 40 per cento non si è vaccinato, le reazioni dei sindacati

Fsp e Siulp esprimono prese di posizione caute, il Sap critica l'operazione AstraZeneca. Tra poliziotti positivi e richieste di chiarimenti, ecco come le sigle sindacali della questura analizzano la situazione generale

Tra ferree prese di posizione e richieste di serie riflessioni, il dibattito sui vaccini tra il personale della questura di Trieste è più acceso che mai. Secondo i dati in possesso dei diversi sindacati di polizia, la campagna di somministrazione ha raggiunto poco meno del 60 per cento degli appartenenti al corpo in provincia e il dato (in questo momento parziale) diventa così il pretesto per approfondire la situazione generale. Se Fsp e Siulp ripongono fiducia nell'operazione e guardano con un certo ottimismo al futuro, il Sap invece esprime più di qualche riserva in merito e critica la scelta di AstraZeneca.  

Il Sap: "AstraZeneca, andava fatta una scelta diversa"

Il "caso" scoppiato a livello internazionale qualche settimana fa e la presenza di un lotto "incriminato" anche nel capoluogo regionale, ha fatto sì che la percentuale non raggiungesse "nemmeno il 70 per cento" queste le parole del segretario provinciale, Lorenzo Tamaro. "L'età massima stabilita per AZ in una prima fase, poi rivista, era stata stabilita in 55 anni e, a causa dell'elevata età media dei colleghi, questa decisione non ci sembrava poi così strategica. Le perplessità le avevamo manifestate immediatamente, anche perché la nostra categoria è tra quelle a maggior rischio di contagio". Proprio per questi motivi, secondoTamaro, oltre al 58 per cento di vaccinati in provincia di Trieste, "un buon 20 per cento ha rinunciato anche in ragione del lotto successivamente ritirato. Andava fatta una scelta diversa". 

"Fiducia nella scienza": le parole della Fsp

Edoardo Alessio della Federazione Sindacale di Polizia rimane su posizioni più caute e apre alla libertà di scelta. "Rimango convinto della utilità di tale protezioni e non posso che invitare tutti a fare una riflessione seria e ponderata del bilanciamento rischio- beneficio che questo vaccino può conferire alla comunità" così il segretario provinciale. "Stiamo parlando di un virus molto grave il quale, in certi casi, porta a problematiche di salute non indifferenti e, a volte, alla morte. Ognuno è libero di decidere della sua vita, ma bisogna farlo con la massima coscienza e fiducia nella scienza". 

La posizione del Siulp

La richiesta di chiarimenti sulla percentuale di vaccinati e l'ipotetica presenza di contagiati tra le fila di quanti sono già stati raggiunti dalla prima dose arriva infine dal segretario del Siulp, Fabrizio Maniago: "Stante i 24 positivi, si chiede altresì se, nel novero dei Colleghi che hanno contratto il virus, figurino Coloro i quali avevano già ricevuto la prima dose del vaccino e nel caso di risposta affermativa da quanti giorni. Chiediamo inoltre di sapere se vi siano state evidenze di effetti collaterali nel post vaccinazione collegabili al vaccino AstraZeneca". 

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