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"Quotidiani delle minoranze linguistiche in Europa", convegno a Trieste

Mattinata ieri di alto significato per la collaborazione fra i popoli, la tutela delle rispettive identità e il ruolo del giornalismo in questo ambito, nel Municipio di Trieste dove si è svolto il Convegno internazionale sui quotidiani delle minoranze linguistiche in Europa, promosso dal MIDAS

Mattinata ieri di alto significato per la collaborazione fra i popoli, la tutela delle rispettive identità e il ruolo del giornalismo in questo ambito,  nel Municipio di Trieste dove si è svolto  il Convegno internazionale sui quotidiani delle minoranze linguistiche in Europa, promosso dal MIDAS, associazione che raggruppa una trentina di testate edite nelle lingue minoritarie di dodici Paesi, nel quadro delle celebrazioni del 70° anniversario di fondazione del quotidiano sloveno di Trieste e del Friuli Venezia Giulia “Primorski Dnevnik”.

Il convegno, che ha visto la partecipazione dei direttori di alcuni tra i giornali più significativi del settore, si è aperto, nella storica Sala del Consiglio comunale, con i saluti del Sindaco Roberto Cosolini, dell’Assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, del presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano e di Edita Slezakova presidente del MIDAS nonché dirigente della società editrice del quotidiano slovacco in lingua ungherese “Uj Szo”, pubblicato a Bratislava.

Molto qualificate, tra un ampio pubblico di giornalisti, operatori e studiosi dell'argomento, le Autorità presenti, tra cui il Prefetto Francesca Adelaide Garufi, la Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, l'on. Tamara Blazina, il Presidente dell'Unione Italiana (in Slovenia e Croazia) Maurizio Tremul, il Console generale di Slovenia a Trieste Ingrid Sergas2015_27069 stampa-2

Introdotto dal presidente della PRAE, società editrice del Primorski Dnevnik, Bojan Brezigar – che condurrà poi l'intero prosieguo dei lavori -  il Sindaco Cosolini, nel sottolineare, specialmente rivolto agli ospiti esteri, “lo straordinario ruolo che la natura e la storia hanno affidato a Trieste in termini di avvicinamento e incontro fra i popoli”, ha rimarcato peraltro “il lungo sforzo svolto negli anni per giungere a un soddisfacente 'dialogo interno' al territorio, fra italiani e sloveni; sforzo che ha permesso, ad esempio, di poter oggi organizzare proprio una riunione come questa, qui in Comune, o di inaugurare per la seconda volta – come abbiamo fatto ieri sera - un Festival degli Sloveni in piazza della Borsa”, poiché – ha continuato - “non ci si può aprire con efficacia al mondo esterno, se non si è capaci di pervenire a una buona reciproca collaborazione e dialogo dentro la nostra comunità e fra le diverse parti che la compongono”. E proprio in tal senso ha evidenziato il fondamentale lavoro svolto dal Primorski Dnevnik come “protagonista dell'evoluzione civile e culturale della città di Trieste”. Concludendo con l'osservare come “una riflessione, come quella odierna, su diritti, identità, minoranze, sia un tema oggi ancor più attuale alla luce dei fenomeni migratori e dei grandi mutamenti che coinvolgeranno la nostra società e renderanno necessario un modo diverso di declinare anche il termine 'diversità'”.                   

Anche l’Assessore regionale Torrenti, nella stessa linea, ha indicato “l'importante ruolo e la grande responsabilità della stampa, soprattutto in questo momento”, sottolineando come “proprio i giornali delle minoranza si stiano dimostrando i più equilibrati, mai complici di eccessi e toni scandalistici, con una maggior pacatezza di giudizi di cui certamente abbiamo bisogno.”

Il convegno, svolto con la traduzione simultanea italiano-sloveno-inglese, ha visto quindi come primo relatore impegnato a presentare il proprio giornale Martxelo Otamendi, direttore di “Berria” unico quotidiano in lingua basca pubblicato a San Sebastian–Donostia, personaggio di grande rilievo nei Paesi Baschi, vittima di arresti e torture in carcere negli scorsi anni per poi essere completamente scagionato da ogni accusa; fondatore del primo quotidiano basco “Egunkaria”, chiuso dalle autorità spagnole circa dieci anni fa per supposti collegamenti con l’organizzazione separatista ETA, unico caso di chiusura di un quotidiano per motivi politici nell’Europa comunitaria. A tale proposito Otamendi ha dato atto all'Ordine dei Giornalisti italiano di essere stato “l'unico organismo di categoria in Europa a esprimere pubblicamente solidarietà ai colleghi baschi” ricordando come “ben dieci redattori furono arrestati e condotti in carcere, alcuni fino a un anno e mezzo di detenzione, in una Spagna dichiaratamente “ormai moderna e democratica””.  Otamendi ha ricordato il lungo e difficile impegno per l'affermazione della lingua e della scuola basca, sottolineando in tal senso l'importanza dei giornali e dei mezzi di comunicazione e spronando alla difesa della lingua, ammonendo che “quando si cambia la propria lingua si cambia il proprio Paese”.

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