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Foto Cai Tolmezzo.it

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"Vogliono tagliare la nostra frequenza", Radio Capodistria contro la "censura" slovena

A renderlo noto è la storica emittente italiana del litorale istriano che lancia un grido d'aiuto. Dopo i festeggiamenti per il 70esimo anniversario della nascita potrebbe arrivare una vera e propria beffa

Vogliono togliere la frequenza di Radio Capodistria sul monte Nanos. La preoccupazione per l'ipotesi trapelata in questi giorni viene espressa dalle redazioni della storica emittente italiana del litorale che hanno "denunciato" quelle che sono state definite "alcune iniziative prese da parte della dirigenza della Radio televisione slovena, nel contesto del contenzioso italo-sloveno sulla regolamentazione delle radio frequenze lungo il confine". 

Dalla cima del Nanos verso il Fvg e l'Istria

La frequenza che viene trasmessa dalla cima del monte Nanos permette a Radio Capodistria la presenza "su gran parte del territorio del Friuli Venezia Giulia e in Istria" e la presunta decisione da parte dei vertici sloveni, metterebbe l'emittente "di fronte all'intenzione di togliere uno dei suoi vettori più importanti di trasmissione". 

"Palese violazione dei suoi diritti fondamentali"

Le perplessità si aggiungono quindi "all'amarezza per la facilità con cui si sarebbe disposti a sacrificare la voce di una minoranza con una palese violazione dei suoi diritti fondamentali". Radio Capodistria sottolinea di non voler "entrare nel merito del contenzioso sulle frequenze" nonostante il clima di "difficoltà da una e dall'altra parte del confine". Secondo Capodistria, la materia dovrebbe essere "regolata nel rispetto delle leggi e delle soggettività radiofoniche dei due paesi". 

"Atto di censura"

"Togliere a Radio Capodistria la sua frequenza radio più importante equivale, in pratica, al suo spegnimento nel contesto transfrontaliero, al suo oscuramento - continua la nota - al suo allontanamento dalla Nazione Madre e dai suoi numerosi ascoltatori, come emerso da tutti i sondaggi che abbiamo fatto negli ultimi anni". Dopo i festeggiamenti per il 70esimo anniversario della nascita di Radio Capodistria arriva quella che potrebbe rappresentare una vera e propria beffa. "Togliere la più importante frequenza alla nostra emittente - conclude la "denuncia" - equivale ad un atto di censura e di ghettizzazione". 

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