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Rapina a Buenos Aires: solidarietà, preoccupazione, ma anche di derisione sui social

C'è stato chi addirittura ha espresso la sua felicità per la rapina. L'admin di "Te son de Trieste se..." condanna al "ban" chi ha oltrepassato il limite

«Ma esattamente cosa vi passa per la testa quando prendete in giro il sindaco di Trieste che viene sequestrato e derubato all'estero? Non riesco a capire. Personalmente nel mio piccolo, esprimo tutta la mia solidarietà a lui, alla moglie e a chi era con lui in quel momento». Così Max Tramontini, admin del gruppo dedicato a Trieste più numeroso di utenti Facebook, Te son de Trieste se......, cerca di chiudere il dibattito che si è generato in seguito alla notizia della rapina ai danni del sindaco Dipiazza in Argentina. Tanti i like, ma anche i ban per chi ha dimostrato di non essere degno di un gruppo che cerca di mantenere vivo quel senso civile che ormai sui social sembra gradualmente scomparire. 

Fin dal primo momento in cui la notizia è cominciata a circolare sui social si sono alternati commenti di solidarietà, preoccupazione, ma anche di derisione (c'è stato addirittura anche chi ha accusato le vittime di essersi inventato tutto per popolarità): la vignetta “Chiuderemo Buenos Aires in 100 giorni”, chi ha ironizzato sul "no i gaveva il bavero", chi ha tirato in ballo il "karma", infine chi ha anche espresso la sua felicità. 

Ovviamente tutta i politici di maggioranza e "destra" politica hanno espresso la loro solidarietà, come Fulvio Serbo, coordinatore provinciale di Autonomia Responsabile: «Davvero di poco gusto le "battute" che si leggono a proposito dell'incidente accaduto al sindaco Roberto Dipiazza, in una situazione di estremo pericolo che poteva costare la vita anche alla moglie Claudia D'atri ed al capo di gabinetto Vittorio Sgueglia Della Marra. Ed ancor più tragico che questo humor di bassa lega venga proposto da alcuni noti professionisti, persone che per cultura dovrebbero dimostrare un quoziente di intelligenza nettamente più elevato. Mi auguro che mai costoro vengano a trovarsi con una pistola puntata addosso, in equilibrio tra la vita e la morte, mi auguro inoltre che risveglino quel minimo di buon senso che permetta loro di pensare come uomini civili e di intelletto quali professano di essere». 

Carlo Grilli, assessore al "Sociale", parla di educazione: «Trovo quantomeno ineleganti i commenti ironici di alcune persone sulla brutta avventura del Sindaco , di sua moglie e del portavoce. Si puo', e si deve, criticare una visione politica, se non coincide con la propria. Si deve esprimere , sempre e per chiunque un sentimento di vicinanza nel momento di una difficoltà personale. E' questione di educazione».

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