Cronaca Altopiano Carsico

"Minori vittime di abusi, violenze e respingimenti": il report-denuncia di Save The Children sulla rotta balcanica

S'intitola "Nascosti in piena vista. Minori migranti in viaggio (attra)verso l'Europa" e chiede un "monitoraggio indipendente delle frontiere e progetti di assistenza umanitaria". Nell'articolo tutti i dati raccolti dal giornalista Daniele Biella durante i due mesi trascorsi sulle frontiere, da Ventimiglia al Carso

"Centinaia di ragazzi stranieri soli in transito subiscono abusi, sono testimoni di violenze inaudite lungo la rotta balcanica e sono respinti illegalmente alle frontiere del Nord Italia, nonostante la minore età". La denuncia arriva dall'ultimo rapporto, presentato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, con cui Save the Children sottolinea "le responsabilità dell'Europa che resta a guardare senza garantire protezione e accoglienza a chi ha meno di 18 anni". Frutto di un lungo lavoro realizzato anche sulla frontiera italo-slovena, il rapporto intitolato "Nascosti in piena vista. Minori migranti in viaggio (attra)verso l'Europa" punta il dito contro le istituzioni a cui chiede "un monitoraggio indipendente delle frontiere e progetti di assistenza umanitaria", ribadendo la necessità, già avanzata in passato, che sia il Consiglio europeo ad occuparsene.  

"Atrocità subite lungo la rotta balcanica"

Il rapporto è stato curato dal giornalista Daniele Biella (accompagnato sul campo dal fotoreporter Alessio Romenzi ndr) e si concentra su due fronti. Da un lato la situazione al confine con la Francia (nella zona di Ventimiglia), dall'altro i boschi di casa nostra. "Sono tanti i racconti dei minori stranieri non accompagnati - così l'associazione che da oltre 100 anni si batte per salvare i bambini a rischio - che parlano delle atrocità subite o a cui hanno dovuto assistere, soprattutto lungo la rotta balcanica. Raccontano di essere stati derubati, picchiati, denudati in Croazia". 

"Gettare luce su ciò che accade alla Frontiera Nord"

Secondo il dettagliato resoconto prodotto grazie a due mesi trascorsi tra il confine francese ed il Friuli Venezia Giulia, "solo nel mese di aprile sono stati 107 i minori stranieri non accompagnati che hanno fatto ingresso in Italia dalla rotta balcanica intercettati e accolti nel sistema di protezione italiano. La punta di un iceberg ben più consistente. Sempre ad aprile, 24 di loro hanno invece lasciato volontariamente le strutture di accoglienza del Friuli Venezia Giulia per raggiungere la frontiera ovest italiana, al confine con la Francia, a Ventimiglia o a Oulx". L'obiettivo della denuncia di STC è "gettare luce su ciò che quotidianamente accade alla Frontiera Nord d’Italia, interessata da un passaggio continuo di minorenni stranieri non accompagnati, che entrano ogni giorno in Friuli-Venezia Giulia, tra Trieste e Udine, dove arrivano a piedi o lasciati nelle strade di provincia da passeur senza scrupoli". 

Il dibattito sulla rotta più caldo che mai

Il dibattito in merito alla rotta balcanica è più caldo che mai. Dopo il caso che ha visto contrapposti in tribunale un giovane di origine pakistana ed il Viminale (per capire cos'è accaduto e gli strascichi che la vicenda ha prodotto leggete qui), ecco che il mondo dell'accoglienza e delle associazioni umanitarie si mobilitano a favore dei diritti dei migranti. "Tutto questo avviene quasi alla luce del sole - continua il rapporto -. Ma solo per chi lo vuole vedere. Le frontiere sono ancora più chiuse dallo scoppio della pandemia e la libera circolazione del trattato di Schengen sembra il ricordo di un passato lontano". L'emergenza sanitaria ha di fatto imposto restrizioni - vedi l'isolamento fiduciario molto spesso violato dalle stesse persone - che prima non esistevano. Sullo sfondo incombe lo spettro delle riammissioni, di fatto una pratica che stando a quanto annunciato in occasione di un recente tavolo italo-sloveno, potrebbero riprendere a breve. Nell'accordo, ufficialmente, i minori non dovrebbero essere coinvolti nonostante numerose segnalazioni di "minori respinti alle frontiere" come confermato da Gianfranco Schiavone. "Noi non abbiamo delle prove che i minori non siano stati respinti, visto che qui a Trieste l'analisi medica non veniva fatta - come previsto dalle legge Zampa in caso di dubbio - ma la valutazione era, avallata da due direttive della Procura, puramente fisiognomica da parte della polizia". 

Il quadro in Italia tra confini, traumi e allontanamenti 

A fine aprile 2021 erano 6.633 le ragazze e i ragazzi stranieri non accompagnati censiti sul territorio italiano; nello stesso mese in 302 si sono allontanati dalle strutture di accoglienza. Sempre ad aprile 2021 gli ingressi registrati in Italia sono stati 453, di cui 149 da sbarchi. Gli altri 304 sono invece stati rintracciati sul territorio, probabilmente passati dalla Rotta Balcanica a piedi o con i camion. Questo i dati ufficiali anche se, secondo stime degli operatori, il numero complessivo potrebbe essere molto più alto. Infine, il rapporto di STC denuncia "un aumento dei traumi psicologici di alcuni minori, in prevalenza pakistani". Traumi che, conclude il rapporto, sarebbero legati "alle esperienze subite lungo la rotta balcanica". 

Una delle testimonianze raccolta da STC

“Sogno spesso le violenze della polizia nei boschi della Croazia. Una volta ci hanno fatto camminare senza sosta in salita per ore, continuando a darci percosse, un poliziotto si divertiva a farlo, gli altri gli dicevano di smetterla ma lui andava avanti. Un’altra volta ci hanno denudato e gettato in un fiume gelido, con le rocce che spuntavano dall’acqua. Una volta invece la polizia è arrivata, i piedi erano feriti e non siamo riusciti a scappare, avevano i cani. Uno di noi è stato bastonato dalla polizia alla testa ed è morto sul colpo. È morto e l’hanno preso e buttato nel fiume, il suo corpo non l’abbiamo ritrovato” questo il racconto di un giovane migrante raccolto da Save the Children. 

I numeri alle frontiere sulla rotta

Spesso sono respinti più volte ai confini esterni dell’Unione Europea, come quello croato-bosniaco, anche più di 20 volte brutalmente, oppure con respingimenti a catena su più confini: solo ad aprile 2021, ci sono stati 1.216 respingimenti tra Croazia e Bosnia, di cui 170 a catena dalla Slovenia, 5 a catena tra Italia, Slovenia e Croazia e 1 tra Austria, Slovenia e Croazia. Per quanto riguarda i minorenni soli, l’ufficio locale Save The Children dei Balcani Nord Occidentali ha raccolto le testimonianze di ben 84 di loro (quasi tutti afgani e pakistani), in tre zone al confine bosniaco. Il quadro che ne emerge è drammatico: almeno 7 a testa (ma alcuni di loro erano arrivati a quota 15) i respingimenti da parte delle autorità croate, per un totale di 451 tentativi di attraversamento della frontiera. 

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