Cronaca

Più reati sul web con il Covid: oltre 100 denunce e quattro arresti nel 2020

Il report annuale della Polizia Postale del Fvg. Il focus, in particolare, è stato sulla protezione dei bambini e dei soggetti più fragili e sul contrasto della pedopornografia. Rilevati anche reati di diffamazione, truffa, minacce e "revenge porn"

Un anno denso di lavoro, quello della Polizia Postale, che ha affrontato un 2020 caratterizzato da una progressiva e galoppante digitalizzazione dei rapporti sia lavorativi che interpersonali. Nel report annuale della Polizia Postale del Fvg figurano infatti quattro arresti e 111 denunce. Il focus, in particolare, è stato sulla protezione dei bambini e dei soggetti più fragili.

Reati di pedopornografia

Intensificato il controllo sulla pedopornografia online. In particolare sono state molte le segnalazioni, con la diffusione della didattica a distanza, di intrusioni nelle piattaforme utilizzte dagli studenti. In tutto, in Fvg, quattro persone sono state arrestate nel 2020 per questo tipo di reati e 18 sono stati denunciati. Otto, invece, i denunciati per adescamento di minorenni.
L'incremento in ambito nazionale di questi reati è stato circa del 110% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e per quanto riguarda i reati relativi allo sfruttamento sessuale dei minori online e dell’adescamento di minori online, sono stati eseguiti 69 arresti e denunciate 1192 persone. Per quanto concerne l’attività di prevenzione del Cncpo, 2.446 siti internet in Italia sono stati inseriti in black list e oscurati in quanto presentavano contenuti pedopornografici.

Altri reati

Per quanto riguarda altri tipi di reati informatici,sono state effettuate 15 denunce per diffamazioni on line, 10 per minacce e molestie, quattro per atti persecutori e sei per il cosiddetto “revenge porn”. Per quanto riguarda i reati contro il patrimonio, 50 sono stati i denunciati in territorio regionale per truffe on line e frodi informatiche.

Operazioni rilevanti

Per quanto riguarda le attività di rilevanza in questo ambito si segnala l’operazione “Pepito” che ha portato alla denuncia da parte della Polizia Postale del Fvg di 13 persone, che detenevano materiale pedopornografico. Le denunce sono arrivate a seguito di una complessa attività di indagine che ha rilevato un sito contenente immagini sessualmente esplicite di adolescenti e commenti in lingua italiana con reindirizzamenti in altri spazi web contenenti materiale illecito. Dopo attenti approfondimenti sono successivamente emerse chat e commenti all’interno di comunità virtuali sui files pedopornografici che coinvolgevano ragazze molto giovani anche tredicenni. In questa sede alcuni utenti chiedevano  informazioni sulle ragazze, dalla nazionalità all’età, dal nome alla visione di atti sessuali.

Sono state anche esaminate pagine del servizio di pagamento digitale e trasferimento di denaro e alcuni forum con discussioni sulla Bibbia 3.0, un insieme catalogato di immagini e video a carattere sia pornografico che pedopornografico di cui gli internauti dietro pagamento richiedevano lo scaricamento digitale. Dopo lunghe e laboriose indagini la Procura di Trieste ha emesso quindi 11 decreti di perquisizione personale e locale, estesa ai sistemi informatici, nei confronti di altrettanti indagati residenti in Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto. 

Sempre in questo ambito il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Friuli Venezia Giulia ha portato a termine l’operazione “Noodles” che ha consentito agli investigatori di Trieste e Udine di identificare a seguito di una lunga indagine su Facebook diversi soggetti responsabili di apologia e istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia. L’attività ha portato all’arresto di un soggetto nella provincia di Viterbo e ad indagare sei persone nonché al sequestro di migliaia di files e dispositivi informatici. L’operazione ha impiegato oltre 30 uomini della Specialità su tutto il territorio nazionale e il coinvolgimento di un indagato residente in provincia di Pordenone.

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