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Mercoledì, 12 Giugno 2024
I dati

Crescono i redditi post Covid, ma le donne dichiarano 10 mila euro in meno degli uomini

Contribuenti più ricchi tra i 45 e i 64 anni, gli under 25 perdono l’8%. Quasi 16mila persone a Irpef zero

Crescono i redditi dopo la pandemia Covid. Ma le donne dichiarano 10mila euro in meno degli uomini. I contribuenti più ricchi hanno tra i 45 e i 64 anni. Per gli under 25 c'è una perdita dell’8%. Quasi 16mila persone sono a Irpef zero. Questi sono alcuni dei dati che sono emersi dalla indagine Ires sui divari di reddito in base alle dichiarazioni 2022.I  dati elaborati provengono dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel conteggio del numero di contribuenti e nel calcolo della media pro capite sono esclusi coloro che dichiarano un
reddito complessivo ai fini Irpef pari a zero. Nel 2022 erano 15 mila e 586 in Friuli Venezia Giulia.

Il reddito complessivo nel 2022

In base alle dichiarazioni Irpef presentate nel 2022 (e riferite all’anno di imposta precedente) il reddito complessivo medio, calcolato su un totale di 920 mila e 274 contribuenti in Friuli Venezia Giulia, si attestava a 23.510 euro. Sono 951 euro in più rispetto all’anno precedente, pari a +4,2%. Tale valore sintetizza una notevole variabilità, che si può riscontrare in relazione alle principali caratteristiche socio-anagrafiche dei contribuenti.

Le donne dichiarano 10 mila euro in meno

Come emerge da dati in esclusiva del Mef elaborati dal ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, le donne in media presentano un reddito complessivo inferiore di quasi 10 mila euro a quello degli uomini. Ovvero 18 mila e 494 euro contro 28 mila 306, pari a oltre un terzo in meno. Rispetto alle dichiarazioni del 2021 che si riferivano al periodo della pandemia, inoltre, l’incremento è stato più accentuato per la componente maschile (+4,5% contro +3,7%).

Come è noto la partecipazione femminile al mercato del lavoro è ancora inferiore a quella degli uomini, sia in termini di un minore tasso di occupazione, sia di una maggiore diffusione degli impieghi a tempo parziale; l’accesso alle posizioni apicali, inoltre, è molto più difficile. Le notevoli disparità esistenti si ripercuotono inevitabilmente anche sui redditi pensionistici, perpetuando il divario rispetto alla componente maschile anche dopo il termine della vita lavorativa. Pur costituendo complessivamente il 48,9% dei contribuenti della nostra regione, le donne sono appena un quarto tra coloro che dichiarano più di 40.000 euro (25,6%).

Tra 45 e 64 anni i redditi più elevati

Un altro divario molto pronunciato è quello relativo all’età. I contribuenti nella fascia compresa tra 45 e 64 anni registrano il reddito medio complessivo più elevato (quasi 28.000 euro), decisamente superiore sia rispetto a quello degli over 65 (22 mila e 759 euro), sia a quello dei 25-44enni (20. mila e 796 euro). I contribuenti della classe 45-64 anni, inoltre, presentano l’incremento più sostenuto (+5% rispetto all’anno precedente). I pochi under 25 che dichiarano un reddito ai fini Irpef (sono circa 41 mila, il 4,5% del totale), totalizzano in media meno di 8.000
euro e sono gli unici a registrare una variazione negativa su base annua (-7,6%).

I contribuenti nati all’estero

Un’altra categoria che evidenzia un divario molto consistente è quella dei contribuenti nati all’estero (quasi il 15% del totale), che dichiarano in media 7 mila e 500 euro in meno rispetto a quelli nati in Italia (17 mila e 088 euro contro 24 mila e 613 euro). Sono anche quelli che fanno registrare la variazione maggiormente positiva rispetto all’anno precedente (+6,3%). Questi dati riflettono sostanzialmente la condizione dei cittadini immigrati, anche se comprendono una quota di italiani nati all’estero (in particolare in Svizzera, Germania, e Francia) e di stranieri che hanno ormai acquisito la cittadinanza italiana. Le donne nate all’estero nel 2022 hanno dichiarato mediamente appena 13 mila 413 euro, circa 6 mila in meno di quelle nate in Italia. I maschi originari di altri Paesi dichiarano mille euro in più delle donne nate in Italia e 9 mila 435 euro in meno degli uomini nati nel nostro Paese.

I dati provinciali

A livello territoriale la provincia di Trieste presenta il valore più elevato (quasi 25. mila euro); seguita da
Pordenone (con 23 mila 599 euro e l’aumento maggiore rispetto al 2021, +4,9%), Udine (23 mila e 213) e Gorizia (circa 22 mila euro). Le donne nate all’estero e residenti nell’isontino presentano la media più bassa (meno di 13 mila euro); al contrario gli uomini nati in Italia che vivono nell’area giuliana mostrano il dato più elevato (quasi 32 mila euro).

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