Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

"Reddito minimo garantito", Serracchiani boccia il disegno dei 5 stelle

La Presidente del Friuli Venezia Giulia spiega che per applicare la proposta grillina serviverebbero 51 milioni di euro; inoltre verrebbero esclusi i giovani che abbandonano gli studi

«Presentare un disegno di legge senza una stima delle risorse necessarie per la misura proposta e senza un'indicazione delle relative coperture è solo un'operazione propagandistica». Lo afferma la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando l'iniziativa legislativa "reddito minimo garantito" presentata dal gruppo consiliare regionale M5S.

«Proprio perché siamo attenti a chi è più in difficoltà - prosegue Serracchiani - non possiamo aprire le porte a proposte universaliste e quindi inapplicabili, soprattutto ora che la crisi non permette larghezze di bilancio che erano ipotizzabili anche in tempi relativamente recenti. Qui parliamo di stanziamenti di molto superiori a quelli previsti per il reddito di base introdotto dalla Giunta Illy: una simulazione condotta sull'esperienza della Provincia autonoma di Trento stima un costo di 51 milioni di euro per l'importazione della misura in Friuli Venezia Giulia».

«La proposta del M5S, inoltre, è rigidamente calcolata sul reddito e non tiene conto dei consumi effettivi, cioè - spiega la presidente della Regione - di fattori che possono essere molto variabili e generare palesi ingiustizie. C'è un'abissale differenza tra il salario minimo garantito, che è quello proposto dai grillini, e il reddito di cittadinanza, che mira a garantire sostegno e servizi per i periodi in cui una persona si trova in difficoltà. Noi vogliamo occuparci sul serio delle fasce più deboli, quelle senza tutela, ad esempio i ragazzi che hanno abbandonato gli studi che resterebbero esclusi dai benefici della proposta dei grillini».

«Ma non è soltanto una questione di risorse che non ci sono - precisa l'assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti - perché intorno a qualunque misura di sostegno va costruito un monitoraggio attento e un accompagnamento sul mercato del lavoro. Il riordino amministrativo della Regione, la nuova Agenzia regionale del Lavoro e la riforma dei Centri per l'Impiego vanno proprio in questa direzione».

Il governo introdurrà l'assegno universale di disoccupazione, e la Regione, ha aggiunto l'assessore alle Politiche sociali Maria Sandra Telesca, sta parallelamente valutando la possibilità di utilizzo più efficiente delle attuali risorse destinate da Carta Famiglia, social Card e Fondo di Solidarietà per adottare misure per il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, secondo logiche di attivazione che mirino all'autonomia della persona.

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