Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Referendum cannabis: proroga di un mese, Trieste indietro nella consegna dei certificati

L'esecutivo Draghi, con la sola astensione della Lega, ha disposto la scadenza di tutti i referendum (anche quello sul Green Pass) al 30 ottobre. La raccolta firme è online ma il comitato ha bisogno dei certificati d'iscrizione per validarla. L'amministrazione Dipiazza tra quelle che non l'hanno ancora fatto

L'Italia è una dittatura talmente grande che il consiglio dei ministri ha prorogato al 30 ottobre la scadenza per la presentazione delle firme dei cittadini che hanno sostengono la depenalizzazione della cannabis. Battute a parte, il caso era emerso in seguito agli enormi ritardi da parte dei Comuni nelle pratiche amministrative necessarie al Comitato promotore "Referendum Cannabis" per validare le firme online. Tra le amministrazioni ritardatarie figura anche Trieste. La raccolta delle centinaia di migliaia di firme è stata fatta in tempo record (una settimana circa) ma a quel punto, secondo quanto disposto dalle norme, restavano solo 48 ore di tempo per validarle visto che la scadenza era stata fissata ieri 30 settembre. Da qui l'intervento dell'esecutivo per permettere a tutti i referendum in corso (tra cui anche quello sul Green Pass) la proroga a fine mese.

Le elezioni bloccano le pratiche

I comuni piccoli hanno evaso tutte le richieste pendenti, fanno sapere dal Comitato, mentre numerose sono le amministrazioni rimaste indietro anche per l'effetto che la tornata delle amministrative ha innescato negli uffici. "Ci sono tantissimi referendum e contemporaneamente c'è anche la campagna elettorale per cui è fisiologico che certe pratiche non vengano smaltite con la tradizionale celerità. Passate le elezioni la situazione tornerà ad essere gestita come sempre" queste le parole dell'assessore con delega all'Anagrafe, Michele Lobianco. Il referendum che promuove un deciso intervento sul piano giudiziario per depenalizzare l'uso della cannabis non è stato oggetto di boicottaggio, nonostante la denuncia avanzata da Marco Cappato, uno dei leader del comitato promotore. Secondo i promotori c'era il rischio che alcuni comuni decidessero di ritardare appositamente l'invio dei certificati perché guidate da amministrazioni politicamente contrarie alla depenalizzazione della cannabis.  

I comuni che mancano

Nel voto dell'esecutivo che porta a fine mese la scadenza l'unica astensione è stata quella della Lega. Il partito di Matteo Salvini (alle prese con il caso giudiziario che ha investito Luca Morisi, l'ex guru della comunicazione ed inventore della cosiddetta "bestia") ha manifestato il suo dissenso atraverso l'astensione ma il provvedimento è passato lo stesso. Tra le amministrazioni in ritardo nella consegna dei certificati spiccano Roma con 41.904 firme ancora da validare, Torino con 14.078, Napoli con 8.019; Palermo con 3.825, mentre a nordest Venezia deve ancora consegnare 1.410 firme. 

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