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Referendum Costituzionale, delegazione triestina a Matera alla "Festa Nazionale del No"

Lo riporta in una nota Luisa Mazzari Pilat, portavoce comitati del "NO che serve" civici e riformatori di Trieste

«Un No consapevole, coraggioso e riformista, aperto alla pluralità delle idee e non alla paura di andare controcorrente! Ecco il messaggio lanciato da Matera alla” Festa Nazionale del NO “ dei comitati civici e riformatori, organizzata dal senatore Gaetano Quagliariello con il supporto di Roberta Angelilli e Pino Bicchielli presentatori dell’evento».  

Lo riporta in una nota Luisa Mazzari Pilat, portavoce comitati del “NO che serve” civici e riformatori di Trieste

«Una manifestazione - continua la nota - in cui si sono sentite tutte le voci di una società democratica, da quella politica a quella giornalistica, da quella imprenditoriale a quella dei semplici cittadini, un momento di comune intento al non voler rimanere inermi e in silenzio davanti alle politiche del Governo e della sua maggioranza parlamentare. Tutta Italia ha risposto all’appello lanciato con delegazioni cittadine, economisti, costituzionalisti, politologi, giuristi ed esponenti di molti partiti politici che hanno ribadito un “ NO senza se e senza ma” alla proposta di riforma o meglio di “dis-riforma” che il Governo Renzi-Boschi vuole presentare al giudizio del popolo italiano, chiaramente con i dovuti distinguo».

«Un NO - sottolinea la portavoce -  che ha trovato concordi però tutti sul fatto che non può essere fine a se stesso perché la costituzione deve essere cambiata, ma con proposte alternative, efficaci e realmente utili. I comitati del “No che serve” hanno lanciato una prima sfida nei confronti del Governo, aprendo un dibattito inclusivo in cui la parola chiave deve essere quella dell’“informazione” e della “formazione” della cittadinanza al voto di questo autunno. Parole ribadite più volte dall’uomo del momento, Stefano Parisi, intervistato da Nicola Porro. L’ex city manager infatti ha chiarito che la vittoria dello schieramento del NO di cui lui stesso fa parte, non provocherebbe nessun diluvio universale e nessun disastro economico, realtà invece che la stampa e i grandi gruppi d’interesse propagandano colpevoli della confusione politico istituzionale che si sta andando a creare».

«Una riforma quindi - sottolinea - sbagliata nel contenuto e nel merito, oltre che nel metodo come sottolineato dal senatore della minoranza dem Miguel Gotor: le modifiche ad una legge che esprime le basi comuni della convivenza civile e politica devono essere condivise da tutte le forze politiche e non ottenute a colpi di maggioranza. Se le parole di Parisi hanno spazzato via tanti equivoci a cominciare dalla presunta ipotesi di voler fare il neocentrismo con Renzi, dagli interventi di Brunetta, Gasparri, Fitto, Giorgetti e Tremonti (tanto per citarne alcuni) senza girarci troppo intorno emerge come la battaglia per il referendum sia anche il teatro favorevole per rimettere a posto i pezzi del centrodestra, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali».

«Molto chiaro - continua la nota -  è stato l’intervento di Quagliariello“Questo referendum ha un effetto ed è quello di spaccare il centrosinistra e coagulare il centrodestra. C’è un’occasione all’orizzonte che non può essere persa. Per far questo non è possibile però che solo il referendum risolva tutto. Ci sono problemi aperti che vanno affrontati e sono, in primo luogo, di carattere programmatico. Non si può governare insieme avendo due idee diverse di emigrazione d Europa. Intendiamo andare avanti per risolvere queste contraddizioni».

«Il prossimo passo - conclude Mazzari - dopo Matera? Ad ottobre una convention con i delegati di almeno 800 comitati per il “ No che serve” in cui anche Trieste sarà protagonista. Infatti nel capoluogo giuliano si sono già costituiti 7 comitati pronti a lanciare una serie di manifestazioni singole e insieme ad altre forze che intendano tracciare una via comune per il bene del Paese. Una battaglia referendaria pronta a delineare uno scheletro che apra le porte ad una nuova stagione politica con scenari ed equilibri mutati».

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