Cronaca

Referendum, nato a Trieste il "Comitato per il No": «Autonomia regionale a forte rischio»

A presentare l'iniziativa, il capogruppo alla Camera della Lega Nord Massimiliano Fedriga, il coordinatore regionale del Comitato Massimiliano Panizzut e i quattro responsabili provinciali Valentina Banco, Massimo Zoppi, Ivan Del Forno e Annamaria Cisint

Da oggi, anche il Friuli Venezia Giulia ha il proprio "Comitato per il No" al referendum sulla riforma costituzionale. A presentare l'iniziativa, il capogruppo alla Camera nonché segretario nazionale della Lega Nord Massimiliano Fedriga, il coordinatore regionale del Comitato Massimiliano Panizzut e i quattro responsabili provinciali Valentina Banco, Massimo Zoppi, Ivan Del Forno e Annamaria Cisint. 

«Una battaglia da condurre casa per casa - spiega Fedriga - contro un Governo che userà, come si evince dalle freschissime nomine Rai, ogni strumento a propria disposizione per tappare la bocca al fronte contrario alla riforma».

«Nel merito - insiste il deputato - è necessario sottolineare quanto l'autonomia del Friuli Venezia Giulia venga messa a repentaglio da Renzi e Boschi attraverso una revisione del nostro Statuto, che permetterà a Roma di bypassare le valutazioni e le dirette competenze dei territori su temi di primario interesse quali la sanità e le grandi opere».

«Attenzione però a identificare il 'Comitato per il No' con un soggetto che si oppone al progresso. La verità è infatti esattamente opposta: la nostra è infatti una battaglia per il potenziamento delle autonomie locali e per la responsabilità diretta della classe politica nei confronti dei cittadini, contro i poteri forti e il centralismo." Concetti, quelli espressi da Fedriga, ripresi dai quattro coordinatori provinciali del Comitato.

«È fondamentale aprire la discussione alla più ampia partecipazione: per questo - così Ivan Del Forno, referente udinese - abbiamo deciso di coinvolgere un nutrito gruppo di giovani universitari per estendere il dibattito ai neoelettori».

«L'ennesima riforma-bavaglio per i cittadini - secondo Annamaria Cisint, di Gorizia - privati, come nel caso della Sanità e delle Uti in Friuli Venezia Giulia, di ogni potestà decisionale».

"Serve dunque un'operazione di trasparenza - afferma a chiusura della conferenza stampa la triestina Valentina Banco - affinché la gente comune, di qui a ottobre, sia correttamente informata sulle conseguenze drammatiche di una vittoria del 'Sì'».

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