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Gruppo "Refugees Welcome to Trieste": venerdì manifestazione a tutela dei richiedenti asilo

Lo rileva il gruppo Refugees Welcome to Trieste: «Nella nostra regione situazioni come il Silos di Trieste non garantiscono i diritti e la dignità minime dell’accoglienza necessaria per aiutare le persone che fuggono da guerre e povertà, mentre le soluzioni da parte delle istituzioni stentano ad arrivare o sono insufficienti»

«Venerdì 18 dicembre a partire dalle 14.30 in occasione della giornata d’azione globale per i diritti dei migranti saremo in piazza Unità a giocare alla “Balkan Route”, per mostrare l’orrore di vite che dipendono da un tiro di dadi. Lungo la rotta balcanica decine di migliaia di persone hanno attraversato e subito gli avvenimenti più incredibili e inumani a vergogna della fortezza europa: persone che fuggivano da guerre e devastazione sono state e sono ancora, tutt'altro che welcome.

Lo rileva in una nota il gruppo Refugees Welcome to Trieste (che fa parte della Refugees Welcome to Italy - FVG, rete informale che si è costituita durante l’estate negli incontri sulla balkan route e forma da associazioni di volontari e attivisti di Udine, Gorizia, Trieste e Pordenone)

«La dignità e il coraggio - spiegano gli organizzatori -  di queste migliaia di persone sono stati oscurati da un discorso pubblico razzista e xenofobo, cieco e sordo non solo all’umanità ma tanto più alle cause reali che impongono a milioni la necessità di un esodo. Agli Europei si presentano la necessità e l’opportunità di ripensare il proprio presente e di riprendersi un futuro che sembra oggi una strada scritta da altri, all’ombra di austerity, stati di emergenza e insopportabili ingiustizie sociali. Con la gioia di riconoscersi tra uguali e solidali, con dignità e semplicità venerdì saremo insieme in piazza migranti, attivisti e movimenti sociali».

«Nella nostra regione - continua la nota -  situazioni come il Silos di Trieste, il Cara di Gradisca, le rive dell’Isonzo a Gorizia, i parchi cittadini nel medesimo capoluogo isontino e ad Udine, e gli spazi antistanti di chiese e parrocchie a Pordenone non garantiscono i diritti e la dignità minime dell’accoglienza necessaria per aiutare le persone che fuggono da guerre e povertà, mentre le soluzioni da parte delle istituzioni stentano ad arrivare o sono insufficienti. In tutti questi non-luoghi, spesso mancanti di ogni tipo di supporto e servizi, i migranti sono costretti a vivere in situazioni degradanti e ricevono spesso soltanto il concreto e fondamentale aiuto di volontari e associazioni. In questa giornata abbiamo pensato assieme ai migranti che vivono o frequentano il Silos ad un momento di confronto e dialogo aperto in città, in uno spazio pubblico centrale e non più in uno invisibile ed abbandonato».

«Partendo - concludono -  dal ripercorrere la rotta balcanica in forma di gioco, vogliamo provare a comprendere meglio ciò che i migranti hanno subito tra i confini della rotta balcanica, assieme alla cittadinanza che resiste e rifiuta la retorica retrograda e violenta di chi alimenta strumentalmente ansie e paure nelle persone, e che alla Fortezza Europa, vuole opporre l’Europa dei diritti, della libertà di movimento per tutte e tutti. Pretendiamo la possibilità per ciascuno di costruirsi una vita migliore, consapevoli della necessità di trovare nuove forme e percorsi di cittadinanza attiva e di reale inclusione all’interno delle nostre città e dei nostri quartieri». 

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