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Vaccini in Fvg, dipende da Roma

Riunione della III Commissione sull'obbligatorietà delle vaccinazioni ai bambini delle scuole d'infanzia. La maggioranza: "ascolteremo tutti". L'opposizione: "anche la scienza"

Il Comitato dei Genitori di Trieste per la libertà di scelta

Audizione richiesta alla III Commissione consiliare - presidente Ivo Moras (Lega) - e all'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, dal comitato dei Genitori di Trieste per la libertà di scelta e dall'associazione Piano B, che sono stati accompagnati dai rappresentanti delle associazioni Alister, Comilva, Sostegno genitori, SìAmo, da un paio di medici e genitori, tutti contro il decreto Lorenzin e la relativa legge 119/2017 che ha portato da 4 a 10 i vaccini obbligatori per i bimbi della fascia 0-6 anni affinché possano accedere a nidi e asili, mentre per la fascia 6-16 è prevista una sanzione pecuniaria ma non lo stop all'accesso alla scuola. 

Quanto sono venuti a chiedere, o meglio a richiedere visto che una prima audizione con la III Commissione è avvenuta l'8 novembre scorso, presente l'allora assessore regionale alla Sanità, Maria Sandra Telesca, è esercitare la propria autonomia e far sì che sia consentito l'accesso scolastico a tutti i bambini anche per l'anno 2018/19. Non meno importante, aprire tavoli di confronto con i genitori e con i medici di ambo gli schieramenti, tanto i favorevoli quanto i contrari ai vaccini.

"A novembre - ha ricordato Alessandra Devetag del comitato Genitori di Trieste - abbiamo portato numerosa documentazione con cui si dimostra che entrambi i presupposti del decreto Lorenzin, di emergenza e urgenza, sono in realtà insussistenti, inoltre si sconfessano i numeri dati dall'ex ministra sui morti in Europa per morbillo e meningite". "Una proposta alternativa, trasmessa al Governo nel luglio 2017 a firma di alti esponenti dell'autorità scientifica - ha detto sempre la Devetag -, suggeriva di bloccare il decreto e introdurre un obbligo eventualmente solo per il morbillo. Oltre a rivedere l'innocuità della vaccinazione, con un palese conflitto con le case farmaceutiche quanto ai dati diffusi".

Ciò che manca - è stata l'accusa - è uno strumento veramente efficace e avanzato di vaccino-vigilanza sul territorio nazionale; la reazione avversa ai vaccini non viene segnalata, non si denuncia cosa di grave potrebbe accadere a mio figlio se gli faccio 10 vaccini. 

A conclusione, Graziano Ugenti dell'associazione Piano B ha posto anche il problema di dove andranno messi tutti i bambini non vaccinati e che dunque non potranno accedere a nidi e asili. Ha, quindi, chiesto alla Regione di sospendere le campagne di vaccinazione nelle scuole in quanto luoghi non adatti a somministrare farmaci di quel tipo; fermare le multe almeno per i meno abbienti, come già fatto dalle Regioni Liguria e Piemonte e da Bolzano; avere un occhio di riguardo alla vaccino-vigilanza studiando a livello nazionale il reale rapporto rischio/vaccino.

La posizione della Regione

L'impegno a verificare quanto fanno le altre Regioni e a istituire tavoli di confronto è arrivato dall'assessore Riccardi, che però non ha potuto non far presente che l'obbligatorietà o meno alla vaccinazione non è di competenza regionale. Ci sono regole che non sono in capo alle amministrazioni regionali, non abbiamo il potere di dire se una vaccinazione va fatta o no. Ci fosse anche un minimo dubbio sulla terzietà delle decisioni - ha aggiunto - sono d'accordissimo che si dovrebbe intervenire, ma l'uso o meno dei vaccini deve scaturire dagli studi e dalle conclusioni della comunità scientifica. 

Il presidente Moras: "Adotteremo la giusta attenzione e ascolteremo tutti, riflettendo sulle nostre competenze", ha ribadito anche l'esponente della Lega, che ha aggiunto: "L'evolversi non è così chiaro e delineato come vorremmo. Attraverso i tavoli di confronto matureremo una conoscenza migliore. Ci rivedremo a metà settembre per creare un percorso per garantire il bene dei nostri figli". 

L'opposizione

"Instaurare un dialogo e l'ascolto di tutti soprattutto su un tema delicato come quello dei vaccini, è sicuramente un fatto positivo. Quella di oggi è stata, però, un'audizione parziale dal momento in cui il presidente della III Commissione consiliare ha previsto il solo ascolto dei 'no vax', senza considerare la forte necessità di ascoltare il mondo scientifico". 

A dirlo sono Mariagrazia Santoro e Nicola Conficoni, a margine della seduta appunto della III Commissione. I due esponenti consiliari del Pd aggiungono: "Riteniamo indispensabile, per la completezza dell'informativa, che vengano auditi anche i tecnici competenti in materia, convinti come siamo che eventuali decisioni devono sempre essere guidate dalla comunità scientifica. 

"Deve, però, essere chiaro a tutti che questo tema si inserisce in un contesto nel quale la Regione incontra forti limiti, in quanto l'azione dipende dal Governo, cosa ricordata in Commissione anche dall'assessore alla Salute, Riccardi".

Per la Santoro e Conficoni, quello iniziato oggi è l'avvio di un percorso che non può prescindere da un incontro con chi deve tutelare la salute pubblica e diffondere la cultura della prevenzione.  "Per affrontare seriamente un tema così importante e delicato per la serenità di molte famiglie - chiosano i due consiglieri di opposizione -, si evitino affermazioni che lasciano solo un sapore diffamatorio: ci dovessero essere ombre sulla professionalità dei medici e sulla loro imparzialità, lo si denunci alle autorità competenti".
 

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