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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Afghanistan

Regione, Università e Conservatori insieme per tutelare il diritto allo studio delle donne afghane

Verso la predisposizione di un piano di accoglienza che sarà in vigore per quattro anni accademici e garantirà continuità didattica, vitto e alloggio, ma anche attività di accoglienza, orientamento e inserimento nel contesto universitario

"La Regione Friuli Venezia Giulia è a fianco delle studentesse afghane e a favore del loro diritto allo studio e sta lavorando per permettere loro di ritornare a sedersi nelle aule universitarie. Quello che stanno vivendo gli studenti, e in particolare le studentesse dell'Afghanistan, è un vero e proprio dramma umanitario, a cui come Regione ci siamo sentiti in dovere di dare risposta". Lo ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione e Università Alessia Rosolen confermando l'elaborazione da parte della Regione di "un piano di supporto e di accoglienza costruito in risposto all'appello lanciato dal Ministero dell'università e della ricerca e della Conferenza dei rettori delle università italiane assieme ad Ardis (l'ente regionale per il diritto allo studio), agli Atenei e alle altre istituzioni dell'alta formazione del Friuli Venezia Giulia per dare una risposta alla drammatica situazione di emergenza in Afghanistan che sta incidendo in particolare sul futuro delle donne e sul loro accesso al mondo dell'istruzione".

Verso un piano di accoglienza

"A quattro mesi dalla caduta di Kabul la Regione intende mantenere alta l'attenzione sulla questione e, in raccordo con la Scuola internazionale superiore di studi avanzati, le Università di Trieste e Udine, i Conservatori Tartini di Trieste e Tomadini di Udine, è in via di predisposizione un piano di accoglienza che sarà in vigore per quattro anni accademici e garantirà, grazie al supporto di Ardis, continuità didattica, vitto e alloggio, ma anche attività di accoglienza, orientamento e inserimento nel contesto universitario con una attenzione alle giovani studentesse arrivate in Italia dopo la presa di potere dei talebani - ha proseguito Rosolen -. Gli atenei garantiranno l'esenzione delle tasse universitarie, oltre ad attività di tutorato e mediazione, procedure burocratiche assistite, corsi di lingua italiana, supporto legale e psicologico".

"Questo progetto di accoglienza, che si affianca ad altre iniziative di aiuto che si muovono in parallelo ad opera di associazioni di volontariato, vuole garantire il diritto allo studio e la crescita in particolare di giovani donne afghane ospiti del nostro territorio - ha sottolineato l'assessore -. Un progetto che prevede risorse e azioni concrete e che coinvolge tutte le nostre Università, a dimostrazione di quanto sia condivisa l'idea che il diritto allo studio e le pari opportunità rappresentino la base del modello regionale di sviluppo della persona e del territorio".

Un segno concreto

La Regione ha iniziato un dialogo con alcune importanti realtà del terzo settore tra cui l'Ong Cesvi e l'Associazione nazionale Alpini, per avviare le procedure di selezione e identificazione degli studenti e per avviare ogni iniziativa volta a proteggere coloro che arrivano dall'Afghanistan e che hanno le caratteristiche necessarie per accedere all'alta formazione. Il rettore dell'Università di Udine Roberto Pinton ha rimarcato come nel continuo impegno di promozione dell'inclusione, della lotta alle discriminazioni e del diritto alla formazione per tutti, l'Ateneo partecipi con entusiasmo a questa iniziativa di solidarietà promossa dalla Regione. Un segno concreto e condiviso in risposta all'appello lanciato dal Ministero e dalla Crui e ai bisogni delle persone più deboli.

Concorde il rettore dell'Università di Trieste Roberto Di Lenarda, secondo il quale di fronte alla caduta di Kabul a tutte le università italiane è apparsa evidente la necessità di mobilitarsi per accogliere quanti più studenti possibile. Il rettore ha quindi spiegato che il progetto, seppur impostato per favorire gli inserimenti nelle lauree triennali, ha durata quadriennale perché tiene conto dei traumi subiti dalle ragazze e dai ragazzi e delle difficoltà di inserimento e di apprendimento della lingua italiana. Il primo anno deve quindi essere considerato un momento di orientamento, di formazione preliminare precedente il reale avvio del percorso formativo.

Borse di studio

Il direttore della Sissa Andrea Romanino ha quindi assicurato che verranno messe a disposizione delle borse di studio e di addestramento alla ricerca destinate esclusivamente a studenti e studentesse afgani e di borse di ricerca per scienziati afgani. Romanino ha infine spiegato come l'accoglienza di questi studenti e studiosi sia un importante gesto di civiltà, ma anche un dovere per luoghi come la nostra Sissa, che hanno a cuore l'alta formazione scientifica e la cultura.

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